“In una fase in cui il territorio richiede risposte concrete e una visione chiara per il futuro, il congresso del Partito Democratico di Cassino rappresenta un passaggio fondamentale per rilanciare l’azione politica e rafforzare il rapporto con la comunità, invece sembra essersi trasformato in un laboratorio di immobilismo strategico che si risveglia solo nelle occasioni di appuntamenti elettorali per una dialettica camuffata il cui ‘vero obbiettivo sono le poltrone’ da occupare o difendere”: a denunciarlo in un documento politico diffuso in queste ore tre gruppi di tesserati e attivisti: “Cittadini ed elettori del Mondo Civile” di Cassino, “Simpatizzanti del Partito Democratico”, “Simpatizzanti ed ex iscritti al Pd”.
I promotori e sottoscrittori della nota evidenziano come “Il segreto di Pulcinella è stato finalmente svelato, ma l’aria che si respira nel Partito Democratico di Cassino non è affatto di liberazione. Il nome di Pino Migliaccio, ex vicesindaco di Sant’Andrea, lanciato da Barbara Di Rollo per la segreteria del circolo, ha sollevato un polverone che va ben oltre la semplice dialettica interna. È l’ennesimo capitolo di una saga che oscilla tra il poltronificio di stampo amicale e una profonda crisi di rappresentanza. Infatti, si è passati dalla fiction di: Le candidature emerse precedentemente, come quelle di Lorenzo Vita (ex dirigente locale del PSI) che sembra di aver declinato la candidatura che gli è stata offerta, e Stefano Tescione (già Consigliere Comunale M.S.I), come anche il tramonto dell’ipotesi Cardarelli (aspirante alla Segretario/ Presidente)”.
Le ipotesi per la segreteria dopo la stagione di Romeo Fionda
“Lo scontro aperto tra il Sindaco e la Presidente del Consiglio, conferma un sospetto che i cittadini nutrono da tempo: la politica locale sta parlando a se stessa, mentre le correnti interne da “Rete Democratica” a quella ultima nata “Parte da Noi” osservano ed attendono, l’imposizione dall’alto e il vizio del metodo. Il termine “Papa straniero”, circolato nei corridoi di Palazzo De Fusco, è un insulto non tanto alla persona, quanto all’autonomia politica di una città come Cassino. È mai possibile che un circolo cittadino di tale importanza non riesca a esprimere una sintesi interna? Ricorrere a un profilo esterno non è un’operazione di “rinnovamento”, ma un’ammissione di fallimento della classe dirigente locale, incapace di produrre un leader che non sia il risultato di un bilancino di poteri o di un’imposizione correntizia”.
La politica della “Conta”: numeri contro visione
La reazione della Presidente del Consiglio non ha lasciato spazio a interpretazioni: una sfida aperta alla “conta”. Quando la politica rinuncia al dialogo e si rifugia nell’aritmetica dei tesseramenti, significa che il progetto è passato in secondo piano rispetto all’occupazione del suolo. “Si governa con i numeri, ma si convince con le idee”: a Cassino, al momento, sembrano esserci solo i primi. La sfuriata della Di Rollo contro chi “non ha i numeri” ma si permette di dire “No”, delinea una concezione del partito come una proprietà privata, dove il consenso è un muscolo da esibire e non un valore da condividere”.
“Il partito adesso esca dalle sabbie mobili delle spartizioni”
“Il freno tirato dal Sindaco e l’insurrezione di una parte della base confermano che il “metodo Di Rollo” ha prodotto gli anticorpi naturali – avvertono i tre gruppi di iscritti e simpatizzanti -. Non si tratta di semplici “veti e veleni”, ma della legittima resistenza di chi non vuole vedere il partito trasformato in un ufficio di collocamento per fedelissimi. Se il PD di Cassino vuole davvero uscire dalle sabbie mobili delle raccomandazioni e delle spartizioni territoriali, deve smettere di cercare “Papi” altrove e iniziare a fare i conti con la propria identità. Continuare su questa strada significa solo una cosa: alimentare quel poltronificio che i cittadini hanno già ampiamente dimostrato di non tollerare più”.
“Basta con le riunioni da carbonari, il PD esca all’aperto con un congresso vero. Dove sta scritto che bisogna raggiungere un accordo preventivo? Se dopo tre riunioni da carbonari (pochi intimi e capi) le quali si sono tenute in “camere oscure” dove, perché assenti, (la base non conta nulla) la stragrande maggioranza degli iscritti non ha avuto voce in capitolo e dopo i dilaniati flop dei “titolati”. Non ci resta che andare alla conta prima possibile o commissariare il circolo! Non vediamo altre vie d’uscita dal “cul de sac” in cui i cosiddetti leader del PD di Cassino si sono infilati”, concludono “Cittadini ed elettori del Mondo Civile” di Cassino, “Simpatizzanti del Partito Democratico”, “Simpatizzanti ed ex iscritti al Pd”.