Frosinone, la lezione di Catello Maresca agli studenti: «Attenti ai like che finiscono ai ‘malesseri’»

L'ex pm che ha catturato il boss Zagaria tra gli studenti medi del capoluogo. Con lui tra gli altri il questore Caruso ed il colonnello Masi

“Il mio ‘influencer’ era Giovanni Falcone. Poi nel tempo i modelli e gli esempi sono cambiati, così oggi ci ritroviamo Rita De Crescenzo“: Catello Maresca, l’ex pm della cattura della primula rossa del clan dei Casalesi Michele Zagaria e magistrato sotto scorta, essendo autore di indagini che hanno portato all’arresto di mille mafiosi tra le province di Caserta e Napoli, ieri mattina ha incontrato una vasta rappresentanza degli studenti delle superiori del capoluogo, nella sala conferenze della Cassa Edile. L’occasione è stata costituita dal convegno sulla ‘cultura della legalità, dovere e bisogno del territorio’, organizzato dall’Associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone, che vede tra i promotori i dottori Teresa Petricca e Giovambattista Martino, e dall’associazione Convivium Perenne animata dalla presidente Annarita Alviani. Rilevante l’apporto organizzativo dell’avvocato Pasquale Cirillo che ha tenuto i saluti iniziali. Al centro dell’iniziativa anche la presentazione del libro di Maresca “Il genio di Giovanni Falcone”.

Cirillo: tutelare la legalità è anche non restare indifferenti

Altre presenze rilevanti – al di là di Maresca e degli organizzatori – sono state quelle del questore di Frosinone Stanislao Caruso, del colonnello Vitantonio Masi, comandante del Gruppo provinciale Carabinieri Forestali, della giovane magistrata Clelia Di Jeso, del presidente provinciale di Fare Verde, Marco Belli. Ha salutato i presenti anche il presidente dell’Ordine dei medici della provincia, Fabrizio Cristofari e la presidente Convivium dottoressa Alviani. “Parlare di legalità oggi significa parlare di futuro – ha avvertito Cirillo -. Significa educare i giovani al rispetto, difendere il territorio, proteggere l’ambiente, contrastare ogni forma di violenza e illegalità, anche quelle più moderne e silenziose come i reati informatici. Ma soprattutto significa non restare indifferenti. La legalità non appartiene soltanto alle istituzioni o alle forze dell’ordine: appartiene a ciascuno di noi, nelle scelte quotidiane, nei comportamenti, nell’esempio che diamo agli altri”.

Martino: di fronte alle contaminazioni i cittadini devono sapere tutto

Il dottor Martino ha sottolineato i riflessi dell’inquinamento sulla salute pubblica e, quindi, quanto il rispetto della legge alla fine influisca anche sulla qualità della vita di un territorio. “Per risolvere i problemi bisogna andare alla base e individuare la causa scatenante. Inutile fare come gli struzzi, nascondere la testa sotto la sabbia: quando il problema c’è va preso per il colletto e affrontato di petto. I cittadini hanno il diritto di conoscere le condizioni ambientali in cui vivono e le devono conoscere in tempo utile”, ha scandito Martino. La parola è quindi passata a Catello Maresca che ha parlato della musica ascoltata anche dai suoi figli ed avviato un confronto con i ragazzi presenti sui trapper più noti, sui cantanti detenuti o che sono entrati e usciti più volte di prigione e che diventano popolari. Ha accennato. a “Maresciallo, non ci prendi, pistole nella Fendi”… di Niko Pandetta. Ha citato Baby Gang e Shiva. Oltre all’influencer dell’invasione di Roccaraso (“che fa perdere piccoli pezzi di libertà a chi a Roccaraso sarebbe voluto andare”).

Maresca scova i gusti dei ragazzi tra Niko Pandetta e “Mare fuori”

Parla di “Mare Fuori” e del personaggio del prequel Rosa Ricci: intanto i ragazzi interagiscono col magistrato. “Oggi pare irrilevante se uno va in carcere. Ieri a Napoli c’è stato un morto ed era un ragazzo. Due giovani arrestati per aver aggredito due coetanei, mentre venivano portati al carcere minorile, ridevano – ha raccontato Maresca riferendosi ad uno dei tanti episodi su cui riflettere -; il carabiniere che li accompagnava gli ha chiesto che cosa avessero da ridere e loro hanno risposto: ci portate dove sta Mare Fuori”. Da qui ai ricordi sui camorristi famosi che Maresca ha scovato e coi quali è entrato in contatto con gli interrogatori, da Giuseppe Setola ed Antonio Iovine. L’avvertimento agli studenti presenti: “Anche quando date un like ad un personaggio riflettete bene: se è un ‘malessere’ o una persona perbene. Perché la legalità la si costruisce anche con piccoli gesti individuali”.

L’affondo sulla gestione a Crans-Montana: metodo mafioso

Infine l’affondo su Crans-Montana e la strage de ‘Le Constellation’: “Attenti, quella che ha provocato 41 morti è una gestione mafiosa. A me non interessa provare collegamenti con le organizzazioni corse. Mi riferisco al modo di portare avanti l’attività. Perché la mafia se ne frega della tutela dell’ambiente e della tutela della salute”. Il questore Caruso da parte sua ha calamitato l’attenzione affrontando il tema della legalità nella difesa della donna, ha ripercorso la legislazione dall’introduzione del reato di femminicidio fino alle attività di prevenzione e sensibilizzazione: “perché non basta la repressione e neppure il codice penale – ha avvertito -. C’è bisogno di un coinvolgimento culturale profondo per un contrasto vero alla violenza di genere”.

Il questore Caruso sulla difesa della donna. Di Jeso e il cybercrime

La magistrata Clelia Di Jeso ha approfondito, con riferimenti normativi, la questione dei reati informatici ma è giunta ad incitare i ragazzi alla massima vigilanza sui contenuti che vengono esposti online, sottolineando i rischi che si corrono sempre più sul web. Quindi il colonnello Vitantonio Masi, comandante del Gruppo Cc Forestali di Frosinone, già comandante Nipaaf, autore di indagini di grande rilievo da “Maschera” a “Cavum” fino a “Urban Waste”, ha scandito: “L’ambiente non interessa più come prima. A 24 ore dal sequestro di una discarica abusiva nell’area industriale di Frosinone c’era già chi aveva abbandonato altri rifiuti oltre quei cancelli. Senza contare che ci avviamo verso la stagione degli incendi boschivi che su questo territorio sono devastanti per una serie numerosa di ragioni. Comunque i reati ambientali, almeno in certe casistiche gravi, sono essenzialmente sempre più reati aziendali: per risparmiare sui costi per l’attuazione della normativa ambientale ci sono imprenditori che sversano e inquinano fiumi e falde idriche”.

Il colonnello Masi: eppure l’ambiente non interessa come prima

“L’ambiente è il cuore dell’approccio One Health (Una sola salute). La salute della persona non può essere separata dalla salute dell’ambiente in cui la stessa vive – ha scandito la dottoressa Petricca -. Le grandi minacce sanitarie nascono dall’inquinamento atmosferico, dai pesticidi, dalle micro plastiche, dai metalli pesanti, dalle sostanze organo clorurate, dal cambio climatico, effetto dell’inquinamento, guerre fonte di inquinamento e cambio climatico. Ambiente e salute devono essere una priorità trasversale. L’interazione ambiente e salute è la sfida della medicina moderna”.

Petricca dura sulle minacce sanitarie. Belli, appello a vigilare

La responsabile scientifica dei Medici per l’Ambiente ha richiamato l’attenzione dei ragazzi ricordando come “l’azione patogenetica dell’inquinamento della Valle del Sacco si rende responsabile, con i metalli pesanti, dei disturbi riproduttivi dei giovani maschi della nostra Valle, rendendo pericolosamente compromesso il liquido seminale, con una gravità superiore a quella riscontrata nel SIN Terra dei Fuochi. Un attacco alla specie. Fecondità e fertilità sono gli indicatori sentinella di salute planetaria”. Il presidente di Fare Verde, Marco Belli, ha concluso l’evento con un accorato richiamo a vigilare ed a denunciare rivolto anche ai ragazzi: “tutti devono essere sentinelle a tutela dell’ambiente e della salute pubblica”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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