Comune di Frosinone, la denuncia di Ferrara: “Non mi sento rispettato come consigliere comunale”

La presa di posizione del consigliere di Identità Frusinate e possibile presidente del Consiglio facente funzioni (se Tagliaferri lasciasse)

Sarebbe il 10 giugno il d-day delle dimissioni del presidente del Consiglio comunale di Frosinone, Max Tagliaferri, destinato ad uscire definitivamente da Palazzo Munari anche lasciando lo scranno consiliare. Non è forse un caso se, in concomitanza col precipitare di questa decisione, ad emergere dall’ultima seduta consiliare per abbracciare la causa di una assise civica sempre più marginalizzata dai processi decisionali, sia stato Marco Ferrara, destinato ad assumere il ruolo di presidente dell’assise facente funzioni. “Noi oggi veniamo in consiglio ed era da febbraio che non lo facevamo, in maggioranza erano 10 mesi che non si facevamo riunioni – ha annotato intervenendo -: riportiamo al centro il ruolo del Consiglio comunale. Tante decisioni vengono prese esclusivamente in sede di giunta: è successo col Pnrr ma anche con il Brt”.

Quattro mesi per convocare l’assemblea, 10 per la maggioranza

Ferrara ha preso spunto dalla proposta del forzista Pasquale Cirillo di emendare la delibera di presentazione del nuovo piano di protezione civile, perché lacunosa sul fronte dei riferimenti alla normativa in atto. Aderendo quindi all’iniziativa di Cirillo, l’esponente di “Identità Frusinate” ha annotato: “C’è un quadro di riferimeno e nella proposta non è previsto quello che è stabilito nella legge: ora la delibera predisposta dal dottor Padovani nella sua qualità di funzionario istruttore e dirigente, può evidentemente essere quanto meno migliorata tramite emendamento, visto che siamo uomini e tutti possiamo sbagliare. Non capisco perché non si possa fare”.

La conclusione è stata perentoria: “Il fatto è che non mi sento rispettato come consigliere comunale per questo annuncio la mia astensione: voglio far capire al sindaco che se questo è il modus operandi, ogni volta che il Consiglio comunale non verrà ascoltato quando farà proposte sagge e secondo la normativa, io mi asterrò”.

Tra il malumore di Fanelli e Crescenzi ed il silenzio di Marzi

Insomma un altro segnale di allarme giunge ai vertici della maggioranza con un’accelerazione partita dal caso Fanelli (esasperato da smog e viabilità ingolfata e intenzionato a contribuire a far uscire la città dal caos quotidiano), proseguita con il malcontento profondo del consigliere Sergio Crescenzi (che richiama tutti ad affrontare i problemi veri del capoluogo che paiono finiti in secondo piano) e che adesso coinvolge anche uno dei consiglieri più solidi della compagine a sostegno del primo cittadino. Non va neppure dimenticata o sottovalutata l’assenza o comunque il silenzio dell’ex sindaco Domenico Marzi che aveva offerto appoggio esterno a Mastrangeli nell’interesse della città e su problematiche specifiche (dall’ascensore inclinato ai parcheggi, dall’ex Mtc agli uffici municipali di Piazza VI dicembre).

Martino e Petricca: è una crisi di rapporti interni alla coalizione

“Si evidenzia una crisi soprattutto dei rapporti interni alla maggioranza – commentano Giovambattista Martino e Teresa Petricca del gruppo Futura -. Noi ne prendiamo atto. Abbiamo mantenuto un atteggiamento responsabile rispetto ai primi quattro punti in discussione, sempre all’opposizione con astensione per evitare equivoci e fraintendimenti. Per quanto riguarda i punti del piano di emergenza del Comune sono state rilevate diverse criticità: il consigliere Cirillo ha evidenziato un vulnus tecnico nella delibera: andava corretto per buonsenso e per fare una delibera migliore che potesse essere approvata anche da noi, visto che parliamo di un tema importante come la protezione civile”.

Tuttavia, secondo Petricca e Martino, “c’è stata superficialità e sono stati mantenuti aspetti che nessuno ha chiarito. Cirillo aveva proposto un rinvio per correggere l’atto. Ha mostrato una volontà propositiva. Inutile. Da qui la nostra benevola astensione e la speranza che le cose di cui abbiamo discusso e le carenze evidenziate non vengano ancora perpetrate. Cosa dire del momento in cui è mancato il numero legale quando c’era da discutere il punto col debito di circa 600mila euro per una parcella? Ci è sembrata una fuga architettata anche perché quell’argomento, ad inizio seduta, era stato spostato in coda all’ordine del giorno su proposta del sindaco”.

Il documento di Forza Italia e Futura sul dibattito “soffocato”

Infine va dato conto compiutamente della proposta pesentata da Cirillo ma sottoscritta dal capogruppo forzista Maurizio Scaccia e dai consiglieri comunali di Futura, Martino e Petricca: Proposte, non proteste: “Nel corso dell’ultima seduta del Consiglio comunale si è consumata una scena che merita una riflessione politica seria. Dinanzi alle evidenti criticità della proposta deliberativa sul nuovo Piano di Emergenza Comunale – criticità puntualmente sollevate e documentate – ci si sarebbe aspettati un atteggiamento responsabile, improntato al confronto e alla volontà di migliorare un atto così rilevante per la sicurezza dei cittadini”.

Invece – prosegue la nota -, “ha prevalso un atteggiamento di chiusura rigida, quasi una forma di conformismo muscolare, che ha impedito qualsiasi approfondimento. Elegante nella forma ma brutale nella sostanza, che ha portato la maggioranza a tirare dritto senza ascoltare, senza valutare, senza nemmeno prendere in considerazione la richiesta – ragionevole e fondata – di rinviare la trattazione alla prossima seduta per colmare le lacune evidenziate. Noi siamo per le proposte, non per le proteste. Siamo per il merito, non per l’imposizione. Siamo per il confronto, non per la cieca obbedienza di schieramento. E proprio sul merito, la delibera presentava – e presenta – un problema serio”.

Le carenze della delibera di presentazione del piano protezione civile

Spiegano Cirillo, Scaccia, Petricca e Martino: “L’articolo 12, comma 4, del D.Lgs. 1/2018 non si limita a prevedere che il Consiglio comunale approvi il Piano di Emergenza Comunale. La norma impone che la deliberazione disciplini anche: a. i meccanismi e le procedure di revisione periodica del piano; b. le modalità di aggiornamento; c. le forme di diffusione alla cittadinanza. Nel testo sottoposto al Consiglio, tutto questo non c’è. La parte dispositiva si limita a: a sostituire il piano del 2015; b: approvare il nuovo piano con i relativi allegati. Nulla viene detto su chi aggiornerà il piano, con quale periodicità, con quali procedure, né su come il piano sarà reso conoscibile alla popolazione. E non si tratta di un dettaglio: è un contenuto necessario imposto dalla legge”.

“La politica del confronto porta a una migliore qualità degli atti”

(…) “Ignorare questo profilo significa esporsi a un vizio di legittimità e, soprattutto, significa non comprendere la delicatezza del tema. Di fronte a tutto ciò, la nostra richiesta di sospendere la trattazione per consentire un adeguamento della delibera non era un atto ostruzionistico, ma un gesto di responsabilità istituzionale nei confronti dei cittadini. La risposta ricevuta – un rifiuto immotivato, dettato più dalla disciplina di gruppo che dal merito – dimostra invece una deriva preoccupante: quando la politica rinuncia al confronto e alla qualità degli atti, a rimetterci non è l’opposizione, ma la città. Noi continueremo a lavorare con serietà, con spirito propositivo e con rispetto delle norme. Continueremo a segnalare ciò che non funziona e a proporre ciò che serve”.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Comune di Frosinone, Tagliaferri lascia presidenza del Consiglio e assise. Ferrara il facente funzioni

Dissensi su Brt ed altre pratiche dietro la decisione ma anche la prospettiva della sfida elettorale ad Alatri a fianco dell'ex pm Coletta

Crisi Stellantis, Battisti (Pd) fa appello alla Regione: “Dia seguito agli impegni presi”

Le parole della consigliera regionale del Partito Democratico del Lazio, Sara Battisti, prima firmataria dell’odg approvato dall’aula

Cassino, Di Mambro: “Rafforzare il territorio per reagire alla crisi del comparto automotive”

L'esponente della minoranza consiliare invita le forze politiche ed amministrative della città a fare fronte unico contro la grave crisi

Stellantis Cassino, Rocca resta in trincea: “L’azienda anticipi il piano industriale per il sito di Piedimonte”

Nuovo incontro in Regione tra i vertici dell'amministrazione e le organizzazioni dei metalmeccanici. Sarà rafforzato il tavolo permanente

Comune di Ferentino, l’assessore Piera Dominici lascia: al suo posto entra Michela Guidi

Avvicendamento alla carica di assessore comunale nell’ambito della lista “Insieme Fiorletta sindaco": il commento del primo cittadino

Isola del Liri, Di Pucchio chiede un Consiglio e va a vedere le carte di Quadrini sul caso scuola-caserma

Tiene banco la vicenda dell'immobile dov'è ospitata la scuola primaria Garibaldi, da adibire a nuova caserma dei Carabinieri
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -