Villa Comunale di Cassino sotto sequestro, sette indagati nell’inchiesta della Procura Europea

Coinvolti imprenditori, amministratori pubblici e tecnici. Al centro delle indagini i lavori finanziati con fondi PNRR

Sette persone risultano indagate nell’ambito dell’inchiesta che ha portato al sequestro preventivo di parte della Villa Comunale di Cassino. – LEGGI QUI – Si tratta di quattro imprenditori, amministratori di tre società operanti tra Lazio, Molise e Campania, e di tre soggetti tra amministratori pubblici e tecnici incaricati della gestione dell’appalto relativo alla riqualificazione del principale polmone verde della città.

L’indagine, inizialmente avviata dalla Procura della Repubblica di Cassino e successivamente trasmessa per competenza alla Procura Europea, rappresenta uno degli sviluppi più rilevanti degli ultimi mesi sul fronte della gestione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Proprio attraverso risorse europee era stato finanziato il progetto di rifunzionalizzazione della Villa Comunale.

Nelle scorse ore i Carabinieri Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Forestale, Ambientale e Agroalimentare (NIPAAF) di Frosinone, insieme ai militari dei Nuclei Operativi Ecologici di Roma e Latina, hanno eseguito il decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del Tribunale di Cassino su richiesta del Procuratore Europeo Delegato di Roma.

Secondo le risultanze investigative finora raccolte, nel corso dei lavori sarebbero stati conferiti all’interno dell’area verde circa 6.886 metri cubi di materiale derivante dalla lavorazione meccanica di rifiuti provenienti da demolizioni e costruzioni. Un quantitativo enorme che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato in sostituzione del terreno vegetale previsto dal capitolato d’appalto.

Il progetto, infatti, prevedeva espressamente la fornitura e la posa di terreno coltivo di elevata qualità, privo di materiali estranei e con specifiche caratteristiche agronomiche. Tale materiale era stato regolarmente contabilizzato e inserito nei costi dell’opera pubblica.

L’ipotesi investigativa è che il materiale utilizzato fosse in realtà un rifiuto e che sarebbe stato introdotto nel cantiere attraverso una documentazione che lo qualificava come materiale recuperato. In questo modo, secondo l’accusa, si sarebbe ottenuto un duplice vantaggio economico: evitare i costi necessari per il corretto smaltimento in discarica e, contemporaneamente, percepire il corrispettivo previsto per la fornitura del terreno vegetale mai effettivamente consegnato.

Cosa è stato scoperto

Le verifiche svolte dagli investigatori avrebbero inoltre fatto emergere possibili criticità sul piano ambientale e sanitario. Durante i sopralluoghi sarebbero stati rinvenuti frammenti di vetro, detriti e altri materiali estranei all’interno del terreno distribuito nel parco. Le successive analisi di laboratorio avrebbero rilevato concentrazioni di metalli pesanti, tra cui arsenico, berillio, selenio e stagno, superiori alle soglie consentite per aree destinate a verde pubblico e frequentate quotidianamente da cittadini, bambini e anziani.

Alla luce del quadro emerso, la Procura Europea ha contestato, a vario titolo, le ipotesi di reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, realizzazione di discarica abusiva e tentata truffa aggravata ai danni del Comune di Cassino.

Contestualmente al sequestro dell’area della Villa Comunale, sono stati sequestrati anche dieci mezzi utilizzati per il trasporto del materiale. I militari hanno inoltre eseguito numerose perquisizioni presso le sedi delle società coinvolte, negli uffici dell’ente appaltante e negli studi dei professionisti incaricati, acquisendo una vasta documentazione amministrativa, contabile e informatica, compresi telefoni cellulari e altri dispositivi elettronici.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e per definire gli interventi necessari alla bonifica dell’area. Come previsto dalla legge, tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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