La Procura della Repubblica di Frosinone ha disposto la citazione diretta a giudizio di un uomo, residente a Ceccano, accusato di diffamazione aggravata nei confronti di Riccardo Del Brocco, all’epoca dei fatti assessore comunale. Il procedimento sarà trattato davanti al Tribunale di Frosinone, in composizione monocratica, nell’udienza predibattimentale fissata per il 25 novembre 2026.
Secondo quanto contestato dal pubblico ministero Emiliana Busto, l’imputato avrebbe offeso l’onore e il decoro di Riccardo Del Brocco attraverso una serie di commenti pubblicati su Facebook, visibili a una pluralità di utenti.
Le contestazioni riguardano alcuni commenti comparsi sotto fotografie che ritraevano il consigliere mentre partecipava alla tradizionale processione del Venerdì Santo, impegnato nel trasporto della croce. Nei messaggi, secondo l’accusa, sarebbero state utilizzate espressioni gravemente offensive nei confronti dell’amministratore, accusato anche di aver “preso in giro i ceccanesi”, di “prendere in giro anche i santi” e di aver “rubato insieme al sindaco” con esplicito riferimento all’inchiesta “The Good Lobby”.
Per la Procura tali affermazioni integrerebbero il reato di diffamazione, previsto e punito dall’articolo 595 del Codice penale, in quanto diffuse attraverso un social network e rivolte a ledere la reputazione della persona offesa davanti a un numero indeterminato di utenti. Con il decreto di citazione diretta a giudizio sono stati inoltre notificati all’imputato gli avvisi previsti dal Codice di procedura penale, compresa la possibilità di richiedere riti alternativi o altri istituti deflattivi prima della definizione dell’udienza predibattimentale. Riccardo Del Brocco, difeso dall’avvocato Pietro Polidori, a seguito di denuncia depositata anche con il legale Davide Salvati, ha così ottenuto la citazione diretta a giudizio.
La vicenda approderà quindi davanti al giudice del Tribunale di Frosinone, che dovrà valutare le contestazioni formulate dalla Procura. Si ricorda che la citazione a giudizio non costituisce un accertamento di responsabilità e che l’imputato deve ritenersi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.