Il mercato del lavoro italiano rallenta nel mese di maggio. Secondo la stima flash diffusa dall’Istat, gli occupati diminuiscono di 22mila unità rispetto ad aprile (-0,1%), mentre aumenta il numero delle persone inattive tra i 15 e i 64 anni, cresciute di 59mila unità (+0,5%). Nello stesso periodo si registra anche una riduzione di 22mila persone in cerca di lavoro (-1,7%).
La flessione dell’occupazione interessa uomini e donne, i lavoratori dipendenti a termine e quasi tutte le classi d’età. L’unica eccezione riguarda gli over 50, che continuano a far segnare un incremento degli occupati. Parallelamente cresce il numero dei lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e degli autonomi, mentre diminuiscono i contratti a termine.
Il confronto con il 2025 resta positivo
Nonostante il lieve arretramento mensile, il quadro cambia osservando l’andamento su base annua. Rispetto a maggio dello scorso anno, gli occupati aumentano infatti di 228mila unità (+0,9%).
La crescita coinvolge uomini e donne, i lavoratori tra i 25 e i 34 anni e gli over 50, mentre si registra una diminuzione tra i giovani dai 15 ai 24 anni e nella fascia d’età compresa tra i 35 e i 49 anni. Il tasso di occupazione sale di 0,4 punti percentuali rispetto a dodici mesi fa.
Anche il trimestre marzo-maggio evidenzia un andamento favorevole: gli occupati aumentano di 119mila unità (+0,5%) rispetto ai tre mesi precedenti, mentre diminuiscono sia le persone in cerca di lavoro (-68mila) sia gli inattivi (-38mila).
Disoccupazione in calo
Continua a diminuire anche il numero dei disoccupati. Il tasso di disoccupazione scende al 5%, con una riduzione di 0,1 punti percentuali, mentre quello giovanile cala al 15,1%, in flessione di 1,3 punti.
La riduzione interessa soprattutto le donne, i giovani tra i 15 e i 24 anni e gli over 50. Al contrario, aumenta il numero delle persone in cerca di lavoro nelle fasce comprese tra i 25 e i 49 anni, mentre tra gli uomini la situazione resta sostanzialmente stabile.
Secondo l’Istat, il calo dell’occupazione mensile è riconducibile esclusivamente alla diminuzione dei lavoratori dipendenti a termine, a fronte dell’aumento dei dipendenti permanenti e dei lavoratori autonomi.
Crescono gli inattivi
Il dato meno incoraggiante riguarda il numero degli inattivi. A maggio il tasso di inattività sale al 33,6%, con un incremento di 0,2 punti percentuali, coinvolgendo uomini e donne e quasi tutte le classi d’età, ad eccezione dei 25-34enni.
Nel confronto con maggio dello scorso anno, le persone in cerca di lavoro diminuiscono di 399mila unità (-23,8%), mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni aumentano di 190mila persone (+1,5%), confermando come una parte della popolazione continui a restare fuori dal mercato del lavoro nonostante il miglioramento registrato sul fronte della disoccupazione.