Il fiato sul collo della Polizia di Stato nei confronti della famiglia De Silvio non si allenta. Anzi, la pressione investigativa resta altissima e prosegue senza sosta con una serie di interventi mirati che testimoniano come l’attenzione degli investigatori nei confronti del noto nucleo familiare sinti sia costante e capillare.
Dopo la notizia anticipata ieri in esclusiva dalla nostra Redazione sull’imponente operazione di controllo scattata alle prime luci dell’alba a Sora, la Questura di Frosinone ha diffuso oggi i dettagli dell’attività che confermano la portata del dispositivo messo in campo e l’obiettivo preciso dell’intervento: mantenere alta la pressione nei confronti di chi continua ad essere al centro dell’attività investigativa delle forze dell’ordine.
Il controllo straordinario del territorio ha interessato le aree della città considerate a maggiore incidenza criminosa. Per l’occasione è stato predisposto un massiccio spiegamento di agenti e mezzi. In campo gli operatori della Questura e dei Commissariati di Sora e Cassino, coordinati dal dirigente Flavio Genovesi, insieme agli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, agli agenti del Reparto Mobile di Napoli, alle unità cinofile antidroga e antiesplosivo e all’elicottero del Reparto Volo di Pratica di Mare che per ore ha sorvolato la zona offrendo supporto alle operazioni da terra.






L’attenzione dei poliziotti si è concentrata in particolare sul nucleo familiare De Silvio, già coinvolto nelle note operazioni “Requiem” e “Ultima Corsa”. Un riferimento non casuale, soprattutto alla luce degli sviluppi dell’inchiesta “Requiem”, conclusasi proprio nei giorni scorsi con l’esecuzione di dodici arresti.
Nel corso dell’operazione sono state effettuate perquisizioni personali, veicolari e domiciliari. Le verifiche hanno interessato abitazioni, stalle e manufatti presenti tra via Campopiano e via Attilio Roccatani, dove gli investigatori hanno eseguito una serie di accertamenti finalizzati al contrasto delle attività illecite.
L’attività ha portato anche ad un risultato operativo. Un uomo è stato denunciato per ricettazione dopo essere stato trovato in possesso di uno scooter rubato a Frosinone nel 2024. Il ciclomotore è stato rinvenuto all’interno di una rimessa nella disponibilità dell’indagato.
Durante i controlli gli agenti hanno inoltre individuato, in località Campopiano, una struttura in muratura di circa 160 metri quadrati adibita a stalle e ritenuta verosimilmente abusiva. Per questo motivo è stato richiesto l’intervento della Polizia Locale per gli accertamenti di competenza sotto il profilo urbanistico ed edilizio. Sul posto è intervenuto anche il personale del servizio veterinario della Asl poiché all’interno delle stalle erano presenti diversi equini, sui quali sono tuttora in corso verifiche.
L’operazione rappresenta l’ennesimo tassello di un’attività di monitoraggio che da anni interessa la famiglia De Silvio. Come anticipato ieri, il blitz ha riguardato beni mobili e immobili riconducibili al nucleo familiare, molti dei quali già finiti al centro delle indagini patrimoniali sfociate prima nei sequestri e poi nella confisca di un patrimonio milionario composto da ville, auto di lusso, orologi, denaro, stalle e animali, provvedimento contro il quale i legali della famiglia hanno presentato ricorso.
Non solo. L’intervento arriva a pochi giorni da un’altra attività svolta dagli agenti del Commissariato di Sora presso l’abitazione della stessa famiglia per dare esecuzione ad un’attività delegata dall’Autorità giudiziaria. In quell’occasione, secondo quanto ricostruito dalla Questura, tre componenti del nucleo familiare – due uomini di 45 e 30 anni e una donna di 28 anni – avrebbero assunto un comportamento minaccioso e oltraggioso nei confronti dei poliziotti nel tentativo di ostacolare le operazioni. Tutti e tre erano stati denunciati in stato di libertà per minacce e oltraggio a pubblico ufficiale.
La Questura ha infine annunciato che i controlli non si fermeranno. Servizi straordinari analoghi saranno infatti programmati anche nei prossimi giorni, sia a Sora che in altri comuni della provincia, confermando la volontà di mantenere una costante pressione sul territorio e nei confronti dei contesti ritenuti di maggiore interesse investigativo.