“Più Libri Più Liberi” ma solo nello slogan, Idrovolante Edizioni esclusa: la denuncia di Daniele Dell’Orco

L'editore di Alatri Dell'Orco: "Questo modo di fare ha un nome chiarissimo: si chiama regolamento di conti!"

Le polemiche sul “patentino antifascista” sembravano destinate a spegnersi, ma il caso torna prepotentemente al centro della scena. Idrovolante Edizioni, casa editrice di Alatri, che nelle scorse settimane aveva deciso di non firmare la dichiarazione pur iscrivendosi per partecipare a Più Libri Più Liberi, denuncia ora la propria esclusione dalla manifestazione, parlando di una decisione incomprensibile e chiedendo trasparenza sui criteri adottati dagli organizzatori. Secondo la casa editrice di Daniele Dell’Orco, altri editori che non hanno sottoscritto il documento sarebbero invece stati regolarmente ammessi. Al momento non risultano repliche ufficiali da parte della direzione della fiera.

Ma in un video diffuso nella mattinata, Dell’Orco ha parlato di esclusione “perchè nei precedenti otto anni abbiamo sempre partecipato come editore ospite, cioè condividendo lo stand con altri. Ma noi abbiamo sempre pagato – spiega Dell’Orco – e per otto anni nessuno ci ha impedito di partecipare. Ma nel nuovo regolamento di quest’anno gli stand in compartecipazione sono stati esclusi. Le nuove norme sono state studiate per escludere noi e altri editori mal tollerati. Questo modo di fare ha un nome chiarissimo: si chiama regolamento di conti!”, ha denunciato Dell’Orco.

La denuncia

“Idrovolante Edizioni apprende con sorpresa e amarezza la propria esclusione dalla prossima edizione di Più Libri Più Liberi, la principale manifestazione italiana dedicata alla piccola e media editoria. Una decisione che riteniamo incomprensibile alla luce del lavoro svolto negli ultimi anni, della qualità del nostro catalogo e del contributo culturale che continuiamo a offrire al dibattito pubblico. Com’è noto, Idrovolante edizioni (che partecipa alla Fiera dal 2017) nelle scorse settimane ha inoltrato il modulo di adesione nei tempi richiesti, pur senza firmare il cosiddetto “patentino antifascista”, scelta analoga a quella di altri 6 editori (tutti ammessi). – Ad intervenire sull’esclusione ieri, con una dura nota, è l’editore alatrense Daniele Dell’Orco.

La scelta è oltremodo curiosa, dal momento che a margine dell’invio della richiesta avevamo ricevuto dalla segreteria rassicurazioni circa la nostra riconferma. Dubitiamo a questo punto che i criteri adottati siano esclusivamente editoriali ma nascondano una evidente natura ideologica. In un Paese democratico, il pluralismo delle idee dovrebbe rappresentare una ricchezza e non un motivo di esclusione. Le fiere del libro dovrebbero essere luoghi di confronto, non spazi in cui determinate voci vengono selezionate o marginalizzate in base alla loro collocazione, che è, nel caso di Idrovolante, puramente culturale e non politica. Per questo, dopo averlo fatto in via ufficiale, chiediamo anche a mezzo stampa agli organizzatori la massima trasparenza circa i criteri che hanno portato all’esclusione di Idrovolante Edizioni. – E proprio nelle scorse ore, a mezzo stampa, la motivazione sarebbe arrivata citando il nuovo regolamento come spiegato (ndr).

“Come sempre, non chiediamo privilegi. Chiediamo soltanto che venga rispettato il nostro lavoro, quello che ci ha permesso di conquistare lo spazio che occupiamo oggi nel panorama editoriale italiano. Dobbiamo invece purtroppo prendere coscienza del fatto che in Italia, nel 2026, ciò non sia sufficiente, e che i timori di tentata censura espressi di recente persino dal Presidente del Consiglio fossero reali. Se l’editoria indipendente deve esistere soltanto quando conferma le opinioni dominanti, allora il problema non riguarda una singola casa editrice, ma la libertà di pensiero. Idrovolante Edizioni continuerà a pubblicare libri, autori e idee senza chiedere permesso a nessuno. L’esclusione da una fiera non fermerà il nostro lavoro. Anzi, rafforzerà la nostra convinzione che la libertà editoriale debba essere difesa ovunque e in ogni momento”, conclude l’editore Daniele Dell’Orco.

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