La diplomazia istituzionale continua a muoversi con discrezione, nella consapevolezza che il percorso da affrontare sarà tutt’altro che semplice. Dopo gli incontri dei giorni scorsi con il Comitato Regionale Lazio della Lega Nazionale Dilettanti e con il presidente della FIGC Giovanni Malagò, presso il CONI, l’amministrazione comunale di Sora ha compiuto oggi un nuovo e significativo passo nel tentativo di restituire un futuro al calcio cittadino.
Il sindaco Luca Di Stefano, l’assessore allo Sport Naike Maltese e l’avvocato Ivo Baldassini hanno infatti incontrato il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, e il coordinatore del Dipartimento Interregionale, Luigi Barbiero.
Nel corso del confronto è stata illustrata ai vertici della LND la complessa vicenda che ha condotto alla mancata iscrizione del Sora al campionato di Serie D. Alla delegazione federale è stato inoltre consegnato un dossier che ripercorre cronologicamente tutti gli avvenimenti che hanno segnato gli ultimi mesi, dalle trattative per la cessione della società fino al definitivo epilogo dello scorso 10 luglio.
Un patrimonio sportivo lungo 119 anni si trova oggi a fare i conti con una delle pagine più amare della propria storia. Un blasone che ha rappresentato per oltre un secolo un punto di riferimento per l’intera città e che, nel giro di poche settimane, è stato depauperato della categoria conquistata sul campo e del valore costruito attraverso generazioni di dirigenti, calciatori e tifosi.
La volontà dell’amministrazione comunale, della cittadinanza e di tutti coloro che in queste settimane hanno dimostrato concretamente vicinanza ai colori bianconeri appare però chiara: lavorare affinché il calcio a Sora possa ripartire. Una convinzione che, tuttavia, si accompagna alla piena consapevolezza delle difficoltà del momento e alla necessità di rispettare tempi e procedure che il percorso richiede.
Al momento non trapelano indiscrezioni sulla categoria dalla quale sarà possibile ricominciare. La sensazione, tuttavia, è che si stia affrontando questa fase con il massimo della cautela, evitando annunci o facili entusiasmi. L’orientamento prevalente è quello di prepararsi con realismo all’eventualità di dover ripartire da categorie ben inferiori rispetto alla Serie D, con l’obiettivo di costruire un progetto solido, capace nel tempo di restituire al calcio sorano il posto che la sua storia merita.
In questa fase, ogni valutazione appare inevitabilmente prematura. Le interlocuzioni istituzionali proseguono in un clima di collaborazione, ma senza che, al momento, possano essere date certezze su tempi e modalità dell’eventuale ripartenza. La volontà di non lasciare che una storia ultracentenaria si interrompa resta forte e condivisa, ma dovrà necessariamente confrontarsi con i vincoli regolamentari e con un percorso che richiederà pazienza, equilibrio e responsabilità.
Il confronto con le istituzioni calcistiche proseguirà anche nei prossimi giorni. La partita più importante, adesso, non si gioca sul terreno di gioco, ma attorno alla capacità di costruire le condizioni affinché il calcio bianconero possa tornare ad avere un futuro. Quando e da quale categoria sarà possibile ripartire resta, per il momento, un interrogativo ancora aperto. Proprio per questo, la parola d’ordine resta prudenza, nella consapevolezza che soltanto il rispetto dei tempi e delle regole potrà consentire di scrivere il primo capitolo della rinascita.