I Carabinieri della Stazione di Roccasecca hanno dato esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Cassino – Ufficio G.I.P., su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, con la quale è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari, con applicazione del dispositivo di controllo elettronico, nei confronti di un 53enne domiciliato a Roccasecca.
L’uomo è ritenuto responsabile di reiterate violazioni della precedente misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e del divieto di contattarla con qualsiasi mezzo.
Il provvedimento costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Roccasecca, avviata a seguito delle querele presentate dalla persona offesa. Gli accertamenti avrebbero documentato il protrarsi di condotte vessatorie e persecutorie da parte dell’indagato anche dopo l’adozione delle precedenti misure cautelari.
L’uomo era infatti già sottoposto, dal mese di marzo 2026, al divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima e al divieto di contattarla con qualsiasi mezzo, con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo, il cosiddetto “braccialetto elettronico”.
Le ulteriori risultanze investigative raccolte dai Carabinieri avrebbero evidenziato il permanere di una situazione di pericolosità e la reiterazione delle condotte contestate. Alla luce degli elementi acquisiti, l’Autorità giudiziaria ha quindi ritenuto necessario disporre una misura cautelare più stringente, con l’obiettivo di impedire ulteriori violazioni e garantire la tutela della persona offesa.
L’operazione conferma l’attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto ai fenomeni di violenza e agli atti persecutori in ambito familiare, attraverso l’attività investigativa e il tempestivo intervento a tutela delle vittime, nonché l’esecuzione dei provvedimenti adottati dall’Autorità giudiziaria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L’indagato potrà far valere le proprie difese secondo quanto previsto dal codice di procedura penale e deve essere considerato non colpevole sino a eventuale sentenza definitiva di condanna.