Un no compatto, trasversale e sempre più radicato nelle comunità locali per fermare l’ipotesi di riapertura della discarica di Cerreto, a Roccasecca. La battaglia del territorio contro l’eventuale riattivazione del sito passa ora per il Parlamento europeo attraverso un’iniziativa popolare che sta raccogliendo un sostegno crescente.
Dopo l’impulso iniziale dato dall’amministrazione di San Giovanni Incarico, guidata dal sindaco Paolo Fallone, la campagna d’informazione e raccolta firme per la petizione UE ha fatto tappa a Colle San Magno. Un passaggio segnato dal pieno appoggio della sindaca Valentina Cambone e del Consiglio comunale locale, a testimonianza di una rete istituzionale del territorio che punta a far valere le proprie ragioni direttamente nei palazzi di Bruxelles.
Le prese di posizioni sulla “ciociarità” ed il silenzio totale sui rifiuti
L’iniziativa si inserisce in una fase di forte dibattito istituzionale e mediatico sulle politiche di gestione dei rifiuti nella Regione Lazio. Commentando anche le recenti discussioni scaturite attorno alle dichiarazioni di un consigliere PD di Pontedera sulla «ciociarità», il sindaco Fallone ha colto l’occasione per spostare il focus dai toni propagandistici alla concretezza dei fatti.
“Il ‘No’ alla riapertura di Cerreto è ogni giorno più forte, netto e trasversale. Le adesioni alla petizione per il Parlamento europeo crescono in modo esponenziale, a conferma che la voce di un intero territorio ha finalmente ripreso a farsi sentire con la forza che temi di questa portata richiedono”, ha dichiarato il primo cittadino di San Giovanni Incarico.
Fallone ha rivolto una dura critica a quella parte della politica locale e regionale accusata di intervenire solo su questioni identitarie di facciata, ignorando i reali problemi ambientali che gravano sulla provincia: “È l’orgoglio di difendere la nostra terra e i cittadini che la abitano. Un orgoglio che, ironia della sorte, sembra risvegliarsi a intermittenza. Ed è singolare notare come molti politici, rimasti finora prudentemente muti sulla discarica, abbiano invece trovato la voce e l’indignazione per difendere l’identità ciociara da definizioni sgradevoli”.


Il sindaco di San Giovanni Incarico: urge una mossa di orgoglio…vero
“In questi giorni abbiamo ascoltato fiumi di belle parole: la Ciociaria è una terra meravigliosa, la sua gente è unica e speciale. Benissimo. Ma allora, verrebbe da chiedere, perché ci condannate a diventare la pattumiera di Roma, riempiendoci di rifiuti che non ci appartengono? Perché questo scempio non vi indigna con la stessa foga?”
Il messaggio inviato dal fronte dei Comuni del frusinate è chiaro e non ammette ambiguità. Per gli amministratori in prima linea, il tempo delle posizioni attendiste è terminato: “Il silenzio, oggi, non è solo imbarazzante, sa pericolosamente di complicità. È ora di scendere dal pero, abbandonare le comode neutralità e prendere una posizione netta, mossa da un orgoglio vero”.