Un colpo di spugna per azzerare i veleni, ridisegnare i pesi interni e tentare di blindare il futuro della consiliatura. Con il provvedimento protocollato ufficialmente il 12 ottobre 2026 (n. 0065449), il sindaco di Frosinone, Riccardo Mastrangeli, ha firmato il decreto di revoca di tutti gli assessori e del vicesindaco Antonio Scaccia. Una decisione maturata in ore di fortissima tensione politica e dettata, come si legge nel testo firmato a Palazzo Munari, da «motivazioni di carattere politico».
L’azzeramento coinvolge l’intera squadra di governo: dal vicesindaco Antonio Scaccia (Ambiente e Mobilità) agli assessori Simona Geralico (Cultura), Adriano Piacentini (Bilancio), Angelo Retrosi (Lavori Pubblici), Rossella Testa (Centro Storico), Alessia Turriziani (Welfare), Mario Grieco (Commercio e Pubblica Istruzione) e Maria Teresa Spaziani Testa (Innovazione e Smart City).
Nelle dichiarazioni a caldo affidate a una nota ufficiale, Mastrangeli definisce la revoca non come una bocciatura dell’operato amministrativo, ma come una scelta strategica e responsabile tesa a riaprire le trattative interne alla coalizione. L’obiettivo dichiarato è l’inclusione e il riequilibrio politico verso forze e partiti tradizionali del centrodestra rimasti finora ai margini della squadra di governo.
Le ragioni del Sindaco: «Un gesto di disponibilità per ricompattare la coalizione»
“Con questa decisione intendo testimoniare la mia disponibilità a favorire un confronto che metta al centro Frosinone e i suoi cittadini”, dichiara Mastrangeli. “L’obiettivo è rinnovare un assetto condiviso, rilanciare la coesione politica e dare una nuova spinta propulsiva all’azione amministrativa”.
Il primo cittadino rivendica con forza il lavoro svolto nei settori chiave dell’urbanistica, delle opere pubbliche e dei servizi sociali, sottolineando come le vere priorità rimangano la messa a terra dei cantieri finanziati dal PNRR, entro la scadenza inderogabile di dicembre 2026, il recupero delle risorse europee e il completamento della riqualificazione ambientale del Parco del Fiume Cosa.
Scacco matto prima del Consiglio: ma la resa dei conti ci sarà in Aula
L’azzeramento della giunta arriva con una tempistica tutt’altro che casuale. La decisione del primo cittadino giunge infatti a poche ore dalla convocazione d’urgenza del Consiglio comunale, firmata dal presidente facente funzioni Marco Ferrara per il 13 ottobre 2026 alle ore 16.00 (in seconda convocazione per il 14 ottobre). All’ordine del giorno dell’assise cittadina figura un punto rovente e decisivo per gli equilibri dell’amministrazione: l’elezione del nuovo Presidente del Consiglio comunale, di due vicepresidenti e dei segretari consiglieri.
Svuotando momentaneamente l’esecutivo, Mastrangeli cerca di togliere alibi ai “franchi tiratori” e alle correnti insoddisfatte del centrodestra, offrendo un tavolo negoziale totalmente sguarnito su cui ridistribuire deleghe e incarichi di presidenza prima della conta fatale in aula. Una richiesta che peraltro due anni e mezzo fa era stata avanzata da Forza Italia e che nel corso della lunga crisi anche altri esponenti della maggioranza avevano profilato.
Un puzzle da ricomporre contro il tempo: il 26 ottobre si avvicina sempre di più
Il tentativo di ricucitura si preannuncia tuttavia come un passaggio stretto e ad alto rischio. L’azzeramento formale è l’atto finale di mesi di fibrillazioni e distinguo tattici tra le anime della maggioranza. Per Mastrangeli la partita si gioca in pochissime ore: riuscire a ricomporre una Giunta “di pacificazione” entro l’inizio del Consiglio comunale potrebbe mettere al sicuro le grandi opere e la stabilità amministrativa; un mancato accordo sui nomi e sui pesi politici dei partiti tradizionali rischierebbe invece di spalancare le porte a una crisi irreversibile dagli esiti imprevedibili per Frosinone. C’è sempre tempo solo entro il 26 ottobre per revocare le dimissioni, non va dimenticato.