Maxi raggiro nel settore energetico, la Finanza sequestra oltre 50 milioni di euro

Frosinone - Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finite cinque persone. Sequestrati 40 immobili e partecipazioni societarie

Avrebbero percepito, in maniera indebita, ingenti contributi erogati dal Gestore dei servizi energetici. Per questo cinque persone sono finite al centro di un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Frosinone. Gli uomini del comando Provinciale, al termine degli accertamenti delegati dalla Procura Regionale della Corte dei Conti per il Lazio, hanno quindi eseguito un sequestro conservativo per un valore di oltre 50 milioni di euro.

L’indagine

La complessa attività istruttoria, svolta anche grazie ad elementi già acquisiti durante precedenti indagini di polizia giudiziaria effettuate dalle Fiamme Gialle ciociare, ha consentito di individuare un sodalizio che, attraverso una società localizzata nella provincia di Treviso, sarebbe riuscito ad ottenere indebitamente ingenti contribuzioni erogate dal G.S.E., la società interamente partecipata dallo Stato mediante il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Stando a quanto ricostruito dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Frosinone, il Gestore dell’energia sarebbe stato indotto in errore mediante la presentazione di documentazione ritenuta falsa, relativa a interventi di efficientamento energetico mai realizzati su tutto il territorio nazionale nel periodo 2014-2017.

Sulla base della copiosa documentazione acquisita, e di quanto riferito dalle persone informate sui fatti, nonché dei riscontri documentali, è stato accertato e quantificato l’ingentissimo danno erariale correlato all’ipotesi investigativa.

I sequestri

È stato, quindi, richiesto ed ottenuto un provvedimento di sequestro conservativo per un ammontare di 50.263.615,75 di euro, corrispondente al controvalore finanziario dei ‘Titoli di Efficienza Energetica’ incamerati e mai restituiti al G.S.E. Tutto ciò perché i progetti no sarebbero stati realizzati.

Le attività di sequestro, eseguite nelle province di Frosinone, Padova, Treviso, Venezia, Livorno, Piacenza e Roma, hanno riguardano 40 immobili, le quote di partecipazione di 14 società, beni mobili e numerosi conti correnti. Contestualmente la Finanza ha proceduto alla notifica dell’invito a dedurre nei confronti dei cinque amministratori.

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