Sgarbi si candida a sindaco, l’affondo di Gianluca Quadrini

Arpino - Il consigliere di minoranza, in campo per la carica di primo cittadino, muove pesanti critiche al sottosegretario alla cultura

“Rimanere incantato dalla luce di Arpino non è cosa difficile data la ricchezza del suo patrimonio artistico e la sua magnifica storia”. Così Gianluca Quadrini, a seguito delle dichiarazioni rilasciate da Vittorio Sgarbi nel corso della conferenza stampa servita per illustrare i motivi della sua candidatura a primo cittadino.

“Ma dichiarare che Arpino, oggi, sia una città pulita – evidenzia Quadrini – trovo che sia una grande inesattezza, vista la superficialità dell’amministrazione Rea nel governare un gioiello della provincia di Frosinone. Le difficoltà e le problematiche, anche a livello pratico, di questa città sono sotto gli occhi di tutti.  Non possiamo nasconderci dietro dichiarazioni da campagna elettorale. Io in prima persona – prosegue – mi sono fatto portavoce di criticità sollevate per anni dalla cittadinanza ma che sono sempre passate in sordina. Solo grazie al mio intervento oggi sono state finalmente risolte. Questo per dire che l’attuale amministrazione è riuscita a trasformare Arpino dall’immagine pittoresca, descritta da Sgarbi, in un quadro senza colori. E a fronte di ciò, mi chiedo se davvero il candidato a sindaco sia convinto di ciò che afferma”.

“Si, è vero che Arpino è una città ricca di cultura, storia, architettura, con le sue chiese, i giardini e splendidi palazzi ma purtroppo la definirei tutt’altro che viva, piuttosto è stata lasciata al completo abbandono e all’incuria per non essere stati in grado di mantenere le promesse fatte agli elettori. Arpino – aggiunge Gianluca Quadrini – oggi più che mai, ha bisogno di essere governata da chi ha pieno rispetto per la città e la cittadinanza tutta, da chi la vive quotidianamente stimando e considerano le nostre donne allo stesso modo.

“Arpino è composta di molte contrade e quartieri, per cui di tante donne che la abitano, lavoratrici, professioniste, mamme, donne dedite al lavoro nei campi. Per essere chiari, non solo le poche, forse cinque o sei, citate da lui e appartenenti all’elite del centro storico. Per questo mi viene da fare una riflessione ad alta voce di quanto l’on. Sgarbi, che ben conosce le ricchezza artistiche arpinate, poco conosca il sostrato sociale di Arpino. In conclusione auspico che i cittadini facciano una scelta ponderata e scelgano di contribuire alla rinascita di Arpino, eccellenza della Ciociaria, votando chi ha dimostrato di avere a cuore questo luogo e la comunità intera.”

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