Arpino – La comunità chiede giustizia per l’orsa Amarena: il gesto simbolico di Gianni e dell’amico “Ciuchino”

Vallucci ha disegnato un drappo con scritto "Non uccidete anche me, solidarietà per l'orsa Amarena" e lo ha posizionato sul dorso di Ciuchino

Arpino – La città di Cicerone si dimostra sensibile di fronte al grave episodio che ha indignato e commosso non solo il Centro Italia: l’uccisione dell’orsa Amarena a San Benedetto dei Marsi, nella notte del 31 agosto.

Il cittadino Gianni Vallucci ha voluto sensibilizzare la comunità rispetto all’accaduto: ha disegnato un drappo con la scritta “Non uccidete anche me, solidarietà per l’orsa Amarena”, per poi metterlo sulla schiena del suo amico Ciuchino. Insieme sono partiti dalla contrada Vignepiane per una passeggiata di circa 4km fino a raggiungere il centro storico della città di Arpino, con l’intenzione di portare un messaggio che in troppi ignorano o dimenticano facilmente, ovvero quello del rispetto nei confronti di tutti gli animali che popolano la terra, che sono parte del territorio, sempre più presenti nella nostra quotidianità.

L’uomo deve imparare che non è l’unico essere vivente ad abitare l’ambiente che ci ospita e non solo gli animali definiti “domestici” meritano le nostre attenzioni e le nostre cure. Gli animali “selvatici”, tra cui volpi, lupi, caprioli, orsi, cinghiali e così via, non sono semplicemente “belli ed adorabili” per fare foto e video da postare sui social; la fauna selvatica è un patrimonio importante per noi e per la natura, rappresenta la biodiversità, essenziale per la salute dell’uomo e del pianeta. L’uomo, da essere intelligente, deve necessariamente preservare gli animali selvatici. La convivenza con gli animali selvatici, anche ad Arpino, ci appartiene, è nella quotidianità, deve rientrare nella nostra identità culturale: sempre più spesso viene segnalata la presenza di lupi, volpi e cinghiali, spinti dall’istinto di sopravvivenza a scendere in cerca di cibo. Lo stesso istinto che ha portato Amarena davanti al pollaio dell’uomo che non ha esitato ad impugnare il fucile, caricarlo con proiettili calibro 12 e sparare alle spalle dell’orsa, perforandole i polmoni e provocandone la morte per emorragia dopo una sofferenza inaudita, una morte lenta a cui Amarena ha cercato di resistere, rialzandosi più volte da terra, per trascinarsi verso il bosco, inutilmente.

Un particolare ringraziamento a Gianni Vallucci ed al suo amico Ciuchino per il gesto di solidarietà ed il messaggio portato all’attenzione di tutti, al fine di sensibilizzare la comunità: “Non uccidete anche me” chiede l’asinello. Ricordiamo che lo scorso 17 luglio il Comune di Villalago, in provincia de L’Aquila, aveva deliberato per la cittadinanza onoraria all’orsa Amarena poiché «Simbolo dell’unicità del nostro Abruzzo nel mondo, simbolo di biodiversità e manifestazione del creato, simbolo della natura e della possibilità che la medesima possa essere casa comune nei diversi habitat, patrimonio indiscusso dell’umanità e bene collettivo da tutelare». L’Amministrazione Comunale di Villalago ha fatto sapere che, non appena sarà avviato il processo a carico dell’uomo accusato di aver ucciso Amarena, si costituirà parte civile unitamente alla Regione Abruzzo ed agli altri enti ed associazioni «Per noi è un dovere, dal momento che l’orsa Amarena è stata adottata dalla comunità di Villalago che, negli anni, ha dato prova di accoglienza ed integrazione». Accoglienza ed integrazione, non facciamocele mancare mai. *Di Sara Pacitto

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