Agricoltori mobilitati contro le direttive europee, Rossi: “Primario tutelare i nostri operatori”

"Gli agricoltori scesi in piazza rivendicano il diritto di continuare a lavorare e a difendere le produzioni tipiche" spiega l'onorevole

“C’è un’Italia fatta di piccoli e medi operatori che ogni giorno lavora in silenzio, portando avanti con fatica con la propria impresa, e che costituisce la spina corsale del nostro tessuto produttivo. Gli agricoltori, che oggi scendono in piazza, rivendicano soltanto il diritto di continuare a lavorare e a difendere le produzioni tipiche e al tempo stesso diventano l’ultimo baluardo di un mondo, che non vuole piegarsi a una modernità che non innova, ma che vuole rendere tutto artificiale”. Così l’onorevole Maria Veronica Rossi, deputato della Lega al Parlamento europeo in una nota.
“Carne sintetica, farine d’insetti sono delle aberrazioni e sono il solito regalo alle multinazionali che dovranno produrli a danno dei piccoli imprenditori. Imprenditori che, poi, si trovano a dover fare i conti anche con la lievitazione dei costi della filiera produttiva e con una concorrenza che vende prodotti, il più delle volte di bassa qualità, a prezzi stracciati. L’Ue anziché pensare a soluzioni astruse e a tutelare le multinazionali, dovrebbe preoccuparsi maggiormente di proteggere la qualità delle produzioni; qualità che può essere garantita da chi, come gli agricoltori e gli allevatori italiani, può insegnare al mondo come si costruisce la qualità. La battaglia che oggi si combatte è anche a protezione dei consumatori che hanno il diritto di acquistare prodotti buoni, di qualità e non qualcosa che sia uscito da un laboratorio. La ricerca è importante, non è da demonizzare, anzi è da sostenere, ma non tutto può nascere in provetta. Si rischia una deriva pericolosa. Per quanto potrò mi farò promotrice di iniziative a sostegno di chi combatte queste giuste battaglie”, conclude Rossi.

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