Sora-Cassino, la strada della morte e della vergona: nessun intervento dopo l’ultima strage

Niente manutenzione e limite a 50 km orari perché la strada è dissestata. Nessuna vergogna per le morti di Alessio, Iris ed Alessandro

La SSV 509, la superstrada Cassino/Sora, è stata di recente ribattezzata “strada della morte”, a seguito del tragico incidente stradale avvenuto nei pressi dello svincolo per Fontechiari, nella notte tra il 26 ed il 27 settembre scorsi, in cui hanno perso la vita Alessio, Iris ed Alessandro: il più giovane aveva 18 anni, il più grande ne aveva 30. Dopo questa immane sciagura non è stata intrapresa alcuna iniziativa utile e mirata a garantire la sicurezza degli automobilisti che, numerosi, percorrono la strada in questione ogni giorno.

Non si sa che fine abbiano fatto i “progetti” di cui si parlava qualche anno addietro relativamente all’intenzione di raddoppiare le corsie della carreggiata, attualmente una per ogni direzione di marcia. L’alta velocità, i sorpassi azzardati, la guida con il telefono in mano sono ormai una consuetudine per chi viaggia sull’arteria ad alta densità di traffico, anche in condizioni di maggiore pericolosità: in prossimità di curve, in galleria, senza illuminazione nelle ore notturne.

A rendere il transito ancor più pericoloso è il limite di 50 chilometri orari, in contrasto con la classificazione “strada a scorrimento veloce”: il manto stradale è dissestato, non si fa manutenzione ma si è abbassato il limite, un espediente utile solo a scaricare le responsabilità nel caso in cui si verifichino incidenti stradali. La percorrenza sotto i 50 km è un’utopia che crea ulteriori disagi: chi tenta di rispettare il segnale di prescrizione viene insultato e sorpassato con manovre repentine, anche sulla doppia linea continua.

I mezzi pesanti sorpassano i veicoli che viaggiano a 50 km e, nel rientrare repentinamente, stringono l’automobile sulla sua corsia costringendola a rallentare ulteriormente per evitare di essere travolta. Gli enti di competenza saranno consapevoli che tali limitazioni non vengono rispettate ma, al contrario, generano altri pericoli? Sicuramente. Se la strada è pericolosa va messa in sicurezza e non serve cercare scappatoie per eludere il problema. Ancora si piangono Alessio, Iris ed Alessandro; i nostri amministratori non provano alcuna vergogna nei confronti di queste giovani vite spezzate e delle loro famiglie?

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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