Maxi sequestro di pesce non tracciato: 3,2 tonnellate irregolari, chiuso un esercizio a Cassino – VIDEO

Proseguono con intensità i controlli della Guardia Costiera sulla filiera della pesca e sulla commercializzazione dei prodotti ittici

Proseguono con intensità i controlli della Guardia Costiera sulla filiera della pesca e sulla commercializzazione dei prodotti ittici. Nell’ultimo mese, la Capitaneria di porto di Gaeta ha sequestrato complessivamente circa 3.200 chilogrammi di pescato – tra prodotto fresco, surgelato e decongelato – destinato soprattutto al settore della ristorazione, con sanzioni amministrative per circa 12.000 euro.

Le attività ispettive sono state svolte sotto il coordinamento della Direzione Marittima del Lazio e in collaborazione con le ASL competenti nei territori delle province di Latina e Frosinone. I controlli hanno interessato esercizi commerciali, punti vendita della grande distribuzione, mercati ambulanti e ristoranti nei comuni di Gaeta, Fondi, Itri, Formia, Minturno e Cassino.

Maxi sequestro e chiusura a Cassino

Il caso più rilevante è stato registrato proprio a Cassino, dove in un unico esercizio commerciale sono stati sequestrati oltre 1.700 chilogrammi di prodotto ittico privo di tracciabilità e, in alcuni casi, conservato oltre la data di scadenza.

L’irregolarità ha comportato una sanzione amministrativa di 1.500 euro, il sequestro e la distruzione del prodotto e la chiusura temporanea dell’attività per sette giorni, disposta dalla ASL di Frosinone.

Sempre a Cassino, nello stesso giorno, un altro controllo ha portato a una sanzione di 1.500 euro nei confronti di un ristorante di cucina etnica, con il sequestro di circa 430 chilogrammi di pesce privo della documentazione necessaria sulla tracciabilità e dell’etichettatura prevista dalla normativa.

Irregolarità anche a Fondi e Itri

Controlli significativi sono stati effettuati anche a Fondi, dove in un punto vendita della grande distribuzione sono stati sequestrati circa 50 chilogrammi di prodotto ittico senza etichettatura e documentazione di tracciabilità. Dopo l’intervento della ASL di Latina, il prodotto è stato dichiarato non idoneo al consumo umano e destinato alla distruzione.

Nel mercato settimanale di Itri, invece, i controlli hanno portato al sequestro di oltre 101 chilogrammi di pesce privo di tracciabilità e a una sanzione di 1.500 euro per un operatore ambulante.

Sempre nel comune, presso un ristorante locale, sono stati sequestrati circa 400 chilogrammi tra prodotti ittici e alimentari (freschi, congelati e semilavorati), risultati privi di etichettatura, documentazione di provenienza e corretta registrazione nei sistemi HACCP aziendali.

Sequestri tra Formia e Minturno

Le verifiche congiunte con il personale sanitario della ASL Latina sono proseguite anche nei territori di Formia e Minturno.

In un ristorante etnico di Formia sono stati sequestrati 447 chilogrammi complessivi di prodotti alimentari – ittici, animali e vegetali – privi della documentazione sulla tracciabilità.

Ulteriori sequestri hanno riguardato un altro locale di cucina etnica (circa 20 chilogrammi di prodotto) e una pescheria nel territorio di Scauri, dove sono stati sequestrati 4 chilogrammi di prodotto ittico per mancanza della documentazione commerciale prevista.

Controlli destinati a proseguire

L’attività della Guardia Costiera di Gaeta, coordinata a livello regionale dal Centro Controllo Area Pesca della Direzione marittima di Civitavecchia, proseguirà anche nelle prossime settimane con controlli mirati in mare, lungo il litorale e nelle aree interne delle province di Latina e Frosinone.

L’obiettivo è garantire il rispetto delle norme sulla filiera ittica, la tutela dei consumatori e una corretta concorrenza tra gli operatori del settore.

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