A Roma la teca con i resti dell’auto della scorta di Falcone

La teca potrà essere visitata fino ad oggi, 29 maggio, e dal 31 maggio al 2 giugno in piazza San Silvestro

Cultura, a Roma la teca con i resti dell’auto della scorta di Giovanni Falcone – Mercoledi 26 maggio alle ore 12.30 in piazza San Silvestro si è svolta la cerimonia di inaugurazione della Teca che custodisce i resti della “Quarto Savona Quindici” nome in codice della Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
 
Sono intervenuti Tina Montinaro, Presidente dell’Associazione “Quarto Savona Quindici” e moglie del caposcorta Antonio, il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato, Gianpiero Cioffredi, Presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma e Nicola Zingaretti, Presidente della Regione Lazio.
 
L’esposizione della Teca è stata promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con il Comune di Roma, la Polizia di Stato, l’Associazione “Quarto Savona Quindici” e Acea e potrà essere visitata fino ad oggi, 29 maggio, e dal 31 maggio al 2 giugno in piazza San Silvestro.

Il commento di Zingaretti
“E’ il simbolo di uno degli eventi più terribili della storia d’Italia. La Quarto Savona Quindici rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie- afferma il Presidente Zingaretti- Abbiamo sentito il dovere di organizzare nel trentesimo anniversario della strage di Capaci  la tappa romana di un viaggio che, grazie a Tina Montinaro e alla Polizia di Stato, percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia  è viva solo se tutti  insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”
 
“È un orrore raccontato attraverso una serie di dettagli che fanno storia – aggiunge Cioffredi- La storia di un viaggio che non finisce con il tritolo del 23 maggio perché continua a generare la speranza che le mafie non sono invincibili”.

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