Aggressioni a personale medico, Battisti presenta una mozione: “Dati allarmanti”

La mozione prevede di intavolare un dialogo costante con le ASL del Lazio affinché vengano stipulati protocolli con le Forze dell'Ordine

“Gli ospedali e i pronto soccorso sono quelli maggiormente colpiti dal fenomeno delle aggressioni sul posto di lavoro. Questo dato allarmante è costantemente presente sulle cronache dei quotidiani ma è anche certificato dalla ‘Relazione sulle attività dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie, 2022’. I dati, infatti, parlano di circa 5mila casi denunciati in un anno in Italia con una percentuale importante nel Lazio, ma soprattutto una stima di circa 125.000 casi annuali non denunciati: per il 75% sono violenze che coinvolgono donne e nel 40% circa dei casi si tratta di violenze fisiche a chi lavora negli ospedali. Aggressioni che lasciano segni permanenti: il 33% delle vittime è caduto in situazioni di burnout e il 10,8% presenta danni permanenti a livello fisico o psicologico. Per queste ragioni, ho presentato una mozione in Consiglio regionale per impegnare il Presidente Rocca e la Giunta affinché siano predisposte azioni per la tutela di infermieri, medici e personale sanitario”.

Così in una nota Sara Battisti (Pd), presidente della commissione regionale Piani di Zona.

“In particolare – spiega – la mozione prevede di intavolare un dialogo costante con le ASL del Lazio affinché vengano stipulati protocolli con le Forze dell’Ordine per garantire un pronto intervento a tutela del personale sanitario; l’implementazione di dispositivi tecnologici in grado di garantire una risposta immediata delle Forze dell’Ordine; l’avviamento di programmi di formazione per gli operatori sociosanitari mirati al riconoscimento dei comportamenti a rischio; di agevolare le modalità con cui le ASL possono costituirsi parte civile nei casi di violenza ai danni di un loro dipendente nell’esercizio delle funzioni lavorative; stipulare con l’Ordine degli Psicologi delle convenzioni al fine di garantire opportuna assistenza psicologica alle vittime; produrre campagne informative rivolte sia agli operatori sanitari sia alla cittadinanza e finalizzate ad aumentare la sensibilità sul tema. Azioni – concludono – che ritengo necessarie per contrastare un fenomeno sempre più preoccupante, che mette a pentimento operatori che lavorano quotidianamente a tutela dei cittadini e delle nostre comunità”.

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