Ascensore rotto nella palazzina Ater: la censura di Iannarilli… Quando si perde il senso delle priorità – L’editoriale

"Se ci si indigna più per l’articolo che denuncia un disservizio che per il disservizio stesso, forse si è perso il senso delle priorità"

Frosinone – “Leggo con un certo stupore la risposta, tempestiva quanto piccata, del Commissario dell’Ater della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarilli, – LEGGI QUI – rispetto ad un articolo pubblicato un paio di giorni fa dal nostro quotidiano, a firma della collega Sara Pacitto. – LEGGI QUI. Se da una parte ci inorgoglisce questa immediata necessità di fornire a noi la posizione dell’ente rispetto ad una vicenda sulla quale lo stesso ente dovrebbe porsi domande differenti, dall’altra ci viene da chiederci se la stessa risposta fosse necessaria. Chiariamolo questo concetto, altrimenti si rischia di scadere in una mediocrità che, almeno noi (e non so se valga lo stesso per il vertice provinciale), non vogliamo percorrere.

Sorprende la reazione stizzita, che tradisce fastidio di fronte al legittimo esercizio del diritto di cronaca e, soprattutto, al sacrosanto dovere d’informazione che il nostro giornale continua a esercitare con rigore, trasparenza e rispetto dei cittadini. Se al Commissario Iannarilli spiace che si “veicolino notizie parziali” (evidentemente non notando nemmeno le foto a corredo dell’articolo, che raccontano anche oltre le parole scritte sul nostro quotidiano), a noi spiace constatare che chi riveste incarichi pubblici impieghi il proprio tempo non per risolvere concretamente i disagi degli inquilini – come sarebbe suo compito – ma per lanciarsi in sterili reprimende contro la stampa, entrando peraltro in un ambito che non gli compete. La cronaca, caro Commissario, non si amministra e non si censura. Segnala problemi, li porta alla luce, dà voce a chi troppo spesso rimane inascoltato. E lo fa non per “click compulsivi”, ma per responsabilità sociale e senso civico. Se un ascensore è fuori uso da mesi e ci sono disabili e anziani costretti a vivere prigionieri in casa propria, è nostro dovere raccontarlo. E se ciò genera “allarme”, ben venga: è l’allarme che spinge chi governa ad agire.

Quanto al merito delle sue precisazioni sotto il profilo strettamente burocratico, non spetta a noi stabilire responsabilità procedurali tra Ater e amministratori di condominio. Ma una cosa è chiara: i problemi esistono, persistono, e le persone li vivono sulla propria pelle. Il resto, me lo permetta, somiglia in maniera anche un po’ imbarazzante alla retorica, soprattutto se si considera che sotto il profilo procedurale questa cosa si sarebbe dovuta risolvere 4 mesi fa e invece, è sotto gli occhi di tutti, ahinoi, resta aperta.

Il consiglio che mi sento di dare da queste colonne al commissario Iannarilli è quello, in futuro, di evitare di ergersi a giudice dell’informazione, ma piuttosto di fare ciò che ci si aspetta da chi guida un ente pubblico: risolva i problemi, acceleri i tempi, dia risposte. Perché se ci si indigna più per l’articolo che denuncia un disservizio che per il disservizio stesso, forse si è perso il senso delle priorità.

Noi, da parte nostra, continueremo a raccontare i fatti. Anche quando danno fastidio. Anche quando toccano nervi scoperti. Perché questa è l’essenza del giornalismo. E chi lo dimentica, forse, ha sbagliato interlocutore”.

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Simone Di Giulio
Simone Di Giulio
Simone Di Giulio inizia a scrivere nel 2003 e nel 2006 entra nell’albo dei Pubblicisti dell’Ordine dei Giornalisti. Vanta diverse esperienze come redattore e corrispondente in alcuni quotidiani della provincia di Latina, come “Il Territorio” e “Il Tempo”. È stato direttore della rivista “Utopia Magazine”, del quotidiano online “Mondoreale” e caporedattore de “I Lepini”. Ha collaborato con alcune riviste e con enti pubblici ed ha partecipato come docente a corsi sulla comunicazione.

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