Asl di Frosinone, Fials spedisce l’appalto per servizi medici di pronto soccorso davanti ad Anac e Procure

Medici di società privata nei reparti d'urgenza degli ospedali di Frosinone, Sora e Cassino dal 1° dicembre per colmare carenze d'organico

Sull’affidamento dei servizi di medicina e chirurgia d’urgenza ed accettazione presso i Pronto Soccorso dei presidi ospedalieri della Asl di Frosinone (Frosinone/Alatri, Sora, Cassino) per la durata di 24 mesi – che dovrebbe scattare il primo dicembre – indagheranno Anac, Procura della Corte dei conti, Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone e Comando provinciale della Guardia di Finanza se le ciate autorità decideranno di dar seguito all’esposto presentato nelle scorse ore dalla Fials, organizzazione sindacale del comparto sanitario guidata dal segretario Francesco D’Angelo e assistita dall’avvocato Giuseppe Tomasso. Parliamo di una gara del valore di 8 milioni e 183mila euro. L’Asl di Frosinone ha chiarito in diverse circostanze di aver tentato di utilizzare altri strumenti di reclutamento – quali il concorso pubblico, conferimenti di incarichi liberi professionali, anche l’utilizzo di acquisto prestazioni da parte di dipendenti della medesima Asl sia di altre aziende sanitarie – ma, non avendo ottenuto risultati utili, vista e considerata l’insufficienza di disponibilità di personale partecipante alle varie procedure, si è reso necessario fare ricorso allo strumento dell’appalto. E siamo al punto.

Aggiudicata gara da 8 milioni e 183mila euro, partirà il 1° dicembre

Risale al 2 ottobre scorso la delibera aziendale numero 906 di aggiudicazione del servizio per una somma così ripartita: € 336.677,91 dicembre 2025, anno 2026 € 4.040.135,00 e gennaio/novembre 2027, € 3.703.457,09, per un totale di € 8.080.270,00. La stazione appaltante si riserva di rinnovare il contratto per una durata di ulteriori 12 mesi. L’esercizio di tale facoltà è comunicato all’appaltatore prima della scadenza del contratto. Il fabbisogno annuale di ore di servizio è stimato in 49.300 ore. La base d’asta è pari ad 83 euro/ora. Il quantitativo di ore individuato nel fabbisogno annuale potrà subire, nel corso dell’esecuzione contrattuale, nei casi e con le modalità previste dalla normativa, variazioni in aumento e in diminuzione rispetto a quello aggiudicato. La società aggiudicatrice dovrà garantire le prestazioni di guardia attiva in tutti i giorni dalle ore 08:00 alle ore 20:00 e dalle ore 20:00 alle ore 8:00, mediante l’impiego di personale medico autonomo.

D’Angelo e Tomasso: una mera somministrazione di mano d’opera

Nell’esposto si sottolinea come “a fronte di un fabbisogno relativo alla presenza H24 per un totale annuo di 49.300 ore (in disparte quelle del personale strutturato in servizio), necessiterebbero ben 108 unità di dirigenti medici, cui si devono aggiungere ulteriori unità per sostituzioni per eventuali assenze (indisponibilità di vario genere) del personale ‘gettonista’. Tale verifica di disponibilità di personale (sia in termini numerici sia di possesso dei requisiti di singoli professionisti) deve essere effettuata prima dell’inizio dell’esecuzione dell’appalto con accertamento delle varie singole schede di ogni unità di personale per accertare anche la idoneità specifica al servizio di Medicina d’urgenza e pronto soccorso”. In ogni caso – sottolineano D’Angelo e Tomasso – “non si parla in nessun atto di fornitura/somministrazione di personale, posto che tale modalità sarebbe incompatibile con i limiti imposti dall’art. 36, comma 2, del Tupi che vieta la somministrazione di personale dirigenziale. (…)  In assenza degli elementi sostanziali e formali dell’appalto, dunque, si configura un’ipotesi di somministrazione abusiva a carico dello pseudo appaltatore, ed una conseguente utilizzazione illecita a carico dello pseudo committente”.

Francesco D’Angelo, segretario provinciale Fials Frosinone

Ritenuti insufficienti i controlli affidati al direttore dell’esecuzione

In altri termini, sostiene la Fials, saremmo di fronte “a un’intermediazione illecita ogni volta che l’appaltatore si ‘svuota’ delle sue funzioni imprenditoriali, riducendosi a un mero fornitore di manodopera. Vi sarebbe, poi, una generalizzata inadeguatezza dei controlli espletati dalla ASL in fase esecutiva. La stazione appaltante ha nominato un Dec (direttore dell’esecuzione del contratto), il quale deve verificare (a campione?) sul turno comunicato dall’operatore economico, l’effettivo possesso della specializzazione richiesta o i C.V. dei medici inviati, richiedendo, in caso di inadeguatezza del professionista fornito dalla aggiudicataria, la sostituzione del medico stesso.(…) Bisognerebbe prevedere che la verifica di conformità non consista solo nella mera compilazione di un foglio presenze, recante i giorni dei turni e il luogo di svolgimento della prestazione, del quale Dec prende atto e che viene posto a fondamento degli atti di pagamento”.

Per la copertura dei turni dovrebbero essere impiegati 108 dirigenti medici

Secondo l’organizzazione sindacale la Asl chiede “non già un risultato autonomo, da integrare nella propria organizzazione attraverso un fisiologico coordinamento, ma la mera somministrazione di manodopera. In sostanza l’appaltatore (società aggiudicataria) ha il solo compito di garantire la “copertura” dei turni, mediante un elenco di dirigenti medici dai quali attingere; vi è una totale e sostanziale identità di prestazioni rese dai medici gettonisti fornito dalla società aggiudicataria rispetto a quelle svolte dai dirigenti medici strutturati; l’appalto di servizi finalizzato a sopperire alle carenze di personale medico sia, in concreto, eseguito secondo modalità quasi del tutto sovrapponibili a quelli di un contratto di somministrazione di personale. Come logica conseguenza di un simile modello organizzativo, proprio in ragione della tipologia di attività esternalizzata e dell’essenzialità dei macchinari ed apparecchiature richiamati per la realizzazione dei servizi commissionati, deve ritenersi  che l’apporto fornito dall’appaltatore debba considerarsi del tutto marginale, in quanto tradotto nella mera fornitura di manodopera e di energie lavorative“.

Compenso di 83 euro l’ora per un monte di 49mila 300 ore

La Fials chiede, in conclusione, agli organismi inquirenti “se si tratta di appalto genuino o di somministrazione illecita di personale; la verifica della sussistenza delle procedure di controllo sull’ esecuzione dell’appalto; la valutazione ed accertamento di eventuali dirette e personali responsabilità sotto il profilo penale, amministrativo-contabile e disciplinare; se si è proceduto all’esame dell’elenco dei medici fornito dalla Ditta e se gli stessi siano stati nel numero sufficiente alla copertura dei turni oggetto d’appalto e se vi siano state (o vi siano) difficoltà al riguardo cosicché l’efficacia ed esecuzione dell’appalto possa o meno essere rinviata al 01 gennaio 2026 in luogo del 01 dicembre 2025″. Inoltre “se è stato accertato o meno se il personale indicato in turno abbia altri rapporti professionali e dunque presti servizio anche presso altre strutture e, soprattutto, se tale attività si ponga in contrasto (in caso di continuità temporale) con i turni da coprire presso la Asl di Frosinone”.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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