Il concerto era atteso da giorni, pubblicizzato sui social e sui canali dell’organizzazione, ma non si è mai svolto. Lo Scalo 110 di Ausonia è stato infatti chiuso poche ore prima dell’esibizione di Marco Ligabue, fratello del più noto Luciano Ligabue.
Nel pomeriggio, quando ormai tutto sembrava pronto per accogliere il pubblico, gli investigatori della polizia anticrimine della Questura di Frosinone, unitamente ai colleghi del commissariato di Cassino, sono intervenuti nel locale notificando un sequestro preventivo della struttura. Secondo quanto ricostruito dagli accertamenti, l’evento sarebbe stato organizzato e ampiamente pubblicizzato senza che fossero state richieste le necessarie autorizzazioni previste dalla normativa per lo svolgimento di spettacoli pubblici e con presunte irregolarità anche nella vendita dei biglietti. Ma su questo sono ancora incontro gli accertamenti della Questura.
Il provvedimento ha inevitabilmente fatto saltare l’appuntamento musicale, lasciando molti spettatori senza concerto e con l’amaro in bocca. A commentare la vicenda è stato lo stesso Marco Ligabue che, pur dichiarandosi del tutto estraneo all’organizzazione dell’evento, ha espresso rammarico per quanto accaduto e per il disagio arrecato ai fan che avevano programmato di partecipare alla serata.

Dietro la decisione della polizia c’è però una questione precisa di legalità amministrativa. In Italia l’organizzazione di concerti e spettacoli aperti al pubblico è regolata da una serie di norme che impongono agli organizzatori di ottenere preventivamente diverse autorizzazioni. Il riferimento principale è il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, che prevede una specifica licenza per gli spettacoli e trattenimenti pubblici rilasciata dal Comune competente. Prima del rilascio della licenza, l’evento deve essere sottoposto alla verifica della Commissione comunale o provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, che controlla capienza, vie di fuga, impianti, sicurezza delle strutture e rispetto delle norme antincendio.
A queste procedure si aggiungono altri adempimenti: la comunicazione alla questura per gli aspetti di ordine pubblico, il piano di sicurezza e gestione delle emergenze previsto dalle direttive emanate dopo i grandi eventi degli ultimi anni, oltre alle autorizzazioni relative alla vendita dei biglietti, alla tutela dei diritti d’autore tramite la SIAE e, se necessario, ai permessi sanitari e acustici.
Proprio la mancanza di alcune di queste autorizzazioni avrebbe portato gli investigatori della Questura di Frosinone a intervenire con il sequestro preventivo del locale, impedendo lo svolgimento dello spettacolo. Un intervento arrivato quando ormai mancavano poche ore all’inizio del concerto e che ha trasformato quella che doveva essere una serata di musica in un caso di cronaca amministrativa.
Resta ora da chiarire la posizione degli organizzatori e verificare eventuali responsabilità, mentre per il pubblico rimane la delusione di un concerto atteso che non è mai andato in scena.