Tragedia nelle acque dell’Australia, l’ultima di una scia di sangue che ora allarma il Paese. Al largo di Michaelmas Island, vicino alla città portuale di Albany, nel distretto di Melbourne, quella che doveva essere una tranquilla giornata di pesca si è trasformata in dramma. Un pescatore di 35 anni è entrato in acqua poco prima di mezzogiorno, per una battuta in apnea, secondo il racconto della stampa nazionale ed estera, quando è stato attaccato con estrema violenza da uno squalo. Con tutta probabilità si trattava di un esemplare bianco di ben 4,5 metri.
Immediatamente sono scattati i soccorsi. A lanciare l’allarme la famiglia, che aveva assistito al terribile attacco. Medici e paramedici hanno raggiunto rapidamente il luogo ma purtroppo per il giovane non c’è stato nulla da fare: troppo gravi le ferite, l’uomo è deceduto nonostante i disperati tentativi di rianimazione.
Si tratta della terza vittima in pochissimo tempo, appena quattro settimane. Un dato che fa scattare l’allerta dopo che per decenni si sono registrati un massimo di tre morti all’anno in seguito ad attacchi di squali. L’ultimo caso risale al 24 maggio, al largo della costa nord orientale australiana, precisamente sul Great Barrier Reef, dove un altro pescatore subacqueo, un trentanovenne, era stato attaccato da uno squalo – forse uno squalo toro, la cui presenza è stata notata nelle acque – mentre pescava in apnea. Fatali le ferite riportate alla testa. Otto giorni prima uno squalo bianco di quasi quattro metri aveva ucciso, sempre al largo di Albany, un trentottenne.