Baby gang, risse, e giovani arruolati come “sentinelle” nelle piazze di spaccio: il nuovo volto della criminalità

Il Rapporto regionale fotografa le tendenze del biennio 2022-2023: baby gang, dispersione scolastica e reclutamento nelle piazze di spaccio

“La criminalità nel Lazio”, dal Rapporto curato dall’Osservatorio per la sicurezza, la legalità e la lotta alla corruzione della Regione Lazio, presentato lunedì a Roma, non emerge solo fotografia aggiornata dell’andamento della criminalità nella regione, distinguendo tra fenomeni di criminalità diffusa – furti, rapine, truffe, reati informatici – e dinamiche di criminalità organizzata, spesso collegate ai traffici di droga e alle estorsioni. Sono emerse, infatti, frequenti collusioni tra criminalità organizzata e comune, nuove forme di devianza giovanile ed una sorta di radicamento sociale della criminalità organizzata in alcune periferie.

Dopo l’analisi ampia fornita ieri, ci siamo concentrati proprio sul fenomeno che riguarda i giovani. Il biennio 2022-2023 non ha visto l’affermarsi di nuove forme assolute di devianza, ma ha confermato e aggravato fenomeni già in atto: dall’aumento della violenza tra i giovani, alla diffusione delle gang minorili, fino al consumo sempre più precoce di alcol e sostanze stupefacenti. A questi si aggiungono criticità come la dispersione scolastica e il reclutamento di giovanissimi come “sentinelle” dello spaccio, che rappresentano campanelli d’allarme per il futuro della legalità in regione.

Violenza giovanile in crescita

Secondo il Rapporto ESPAD® Italia 2023, quasi il 40% degli studenti delle scuole superiori tra i 15 e i 19 anni ha partecipato ad almeno una rissa nell’ultimo anno: il 46% tra i ragazzi e il 34% tra le ragazze. A Roma, nel 2023, si sono registrati oltre 1.700 episodi di criminalità minorile, con un aumento di reati violenti come rapine, lesioni e violenze sessuali. Un fenomeno aggravato dalla pericolosa moda di portare coltelli, divenuti per molti uno “status symbol” che, dietro un’apparente ricerca di sicurezza personale, nasconde un allarmante sprezzo per la vita altrui.

Gang minorili e criminalità organizzata

Le gang giovanili proliferano soprattutto nell’area metropolitana di Roma, esercitando violenza e bullismo verso coetanei. Non sempre esiste un collegamento strutturato con i clan degli adulti, ma gli investigatori segnalano un elevato rischio di recidiva: molti ragazzi che entrano e riescono dal circuito penale minorile finiscono per confluire nelle reti della criminalità organizzata, consolidando così un ciclo vizioso difficile da spezzare.

Sostanze stupefacenti e binge drinking

Il consumo di stupefacenti resta un nodo cruciale: nel 2023 circa 960.000 adolescenti (15-19 anni) hanno dichiarato di aver fatto uso almeno una volta di sostanze illegali, e oltre 680.000 (28%) nell’ultimo anno. La cannabis resta la più diffusa, ma cresce anche il fenomeno del binge drinking: il 15% dei giovani tra i 18 e i 24 anni ammette di bere 5 o più drink consecutivi, spesso nel fine settimana. L’età di inizio scende a livelli impressionanti: già dagli 11 anni si registrano i primi episodi di consumo. Un’abitudine che, secondo gli esperti, può portare a intossicazioni acute e persino al coma etilico.

Dispersione scolastica e disagio educativo

Il 2023 registra un tasso nazionale di dispersione scolastica al 10,5%, superiore alla media UE (9,6%). Il Lazio non figura tra le regioni peggiori, ma presenta criticità nelle aree periferiche e nei contesti socio-economici più fragili, inclusi territori delle province. Le cause sono molteplici: povertà educativa, bassi livelli culturali delle famiglie, difficoltà linguistiche, carenze nei servizi scolastici, disagio emotivo e demotivazione. La dispersione resta uno dei principali predittori di devianza minorile, un terreno fertile per il reclutamento in baby gang e reti criminali.

Giovani “sentinelle” nelle piazze di spaccio anche a Frosinone

Tra i fenomeni più insidiosi in espansione c’è l’arruolamento di giovanissimi incensurati come vedette nei quartieri dello spaccio. Ragazzi tra i 13 e i 20 anni vengono usati come “occhi” del clan, incaricati di segnalare la presenza delle forze dell’ordine in cambio di piccoli compensi (30-50 euro) o favori. Una tendenza osservata soprattutto a Roma – Tor Bella Monaca, San Basilio, Ostia – ma con segnali anche in provincia di Frosinone e Latina. Un modello che normalizza l’illegalità e trascina i giovanissimi in circuiti criminali da cui diventa difficile uscire.

Uso strumentale delle famiglie nel frusinate

Un’ulteriore novità è l’uso strumentale di famiglie apparentemente estranee per custodire droga, armi o denaro illecito. In cambio, i clan versano un “fisso” mensile, creando una rete di complicità che diluisce le responsabilità penali e favorisce l’omertà nei quartieri. Un fenomeno emerso soprattutto a Roma, ma che secondo la DIA e la DNA riguarda anche alcune zone del frusinate. Il rischio è che l’illegalità diventi parte integrante dell’economia familiare, generando accettazione sociale e complicità silenziosa.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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