Bollo auto, cambiano scadenze e regole: cosa prevede la riforma dal 2028

Nuovo sistema per le vetture appena immatricolate, novità per noleggio e auto usate e tassa dovuta anche con il fermo amministrativo

Cambiano le regole del bollo auto, ma non gli importi. Il Governo ha approvato il 5 agosto una mini riforma destinata a modificare alcuni dei meccanismi applicativi della tassa automobilistica. Le principali disposizioni entreranno in vigore dal 1° gennaio 2028, anche se il provvedimento deve ancora completare il proprio iter con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

La riforma non dovrebbe intervenire sulle tariffe, sui parametri utilizzati per determinare quanto deve pagare ciascun automobilista né sull’attuale sistema nazionale di esenzioni e agevolazioni. L’obiettivo è invece semplificare e rendere più uniformi alcune regole, a partire dalle scadenze per i veicoli di nuova immatricolazione.

Come cambiano le scadenze del bollo

Una delle novità principali riguarda il superamento, per le nuove immatricolazioni interessate dalla riforma, del sistema legato alle tradizionali scadenze fisse di aprile, agosto e dicembre previste per le automobili con potenza superiore a 35 kW.

Per un’auto appena immatricolata, il primo bollo avrà una durata di dodici mesi e sarà collegato direttamente al mese di immatricolazione. Il primo pagamento potrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello nel quale il mezzo è stato immatricolato. Negli anni successivi, invece, il termine sarà fissato all’ultimo giorno del mese di immatricolazione.

Il cambiamento non comporterà però uno stravolgimento immediato delle scadenze per milioni di vetture già presenti sulle strade: per i veicoli già circolanti continuerà infatti a valere la periodicità precedentemente maturata.

Alle Regioni sarà inoltre riconosciuta la possibilità, in relazione alla categoria del veicolo, di prevedere il pagamento del bollo con cadenza quadrimestrale.

Pagamento alla Regione sbagliata, cosa succede

La riforma punta a semplificare anche una situazione che può creare non pochi problemi agli automobilisti. Se il bollo viene versato per errore a una Regione diversa da quella effettivamente competente, sarà l’ente che ha ricevuto il pagamento a trasferire la somma alla Regione corretta.

Un meccanismo pensato per evitare che un errore nell’individuazione dell’ente destinatario costringa il contribuente ad affrontare ulteriori procedure per recuperare la cifra già versata e successivamente effettuare un nuovo pagamento.

Noleggio a lungo termine, cambia la Regione di riferimento

Novità anche per i veicoli utilizzati attraverso contratti di noleggio. Per determinare la Regione alla quale deve essere versato il bollo non si farà più riferimento semplicemente alla sede legale della società di noleggio, ma al luogo nel quale viene esercitata l’attività ordinaria e prevalente.

Un altro cambiamento scatterà già dal 1° gennaio 2027: i contratti di noleggio senza conducente dovranno essere registrati anche al Pubblico Registro Automobilistico.

Auto usate, attenzione al termine dei 60 giorni

La mini riforma interviene anche sul mercato dei veicoli usati. La sospensione del bollo sarà possibile soltanto quando il passaggio di proprietà verrà trascritto al Pra entro 60 giorni dalla vendita.

Al momento della successiva cessione del veicolo, inoltre, il nuovo proprietario sarà chiamato a versare la quota necessaria per riallineare la scadenza del bollo al mese della prima immatricolazione. Anche in questo caso l’obiettivo è creare un sistema nel quale la periodicità della tassa sia maggiormente legata alla storia amministrativa del singolo veicolo.

Fermo amministrativo, il bollo continuerà a essere dovuto

Particolarmente rilevante è infine la disciplina relativa ai mezzi sottoposti a fermo amministrativo. Il fatto che il veicolo non possa circolare non interromperà l’obbligo tributario: il proprietario resterà tenuto al pagamento del bollo e la tassa continuerà quindi a maturare per tutto il periodo del fermo.

La riforma, dunque, non promette sconti generalizzati agli automobilisti, ma modifica diversi aspetti pratici della gestione della tassa automobilistica. Per le nuove immatricolazioni il cambiamento più evidente sarà rappresentato dalla scadenza legata al mese in cui l’auto viene immatricolata, mentre per i mezzi già circolanti il passaggio al nuovo sistema sarà molto più limitato. Prima dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni sarà comunque necessario attendere la pubblicazione definitiva del provvedimento e il relativo quadro applicativo.

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