Una mattinata intensa, partecipata e ricca di significato quella vissuta giovedì 14 maggio dagli alunni delle classi seconde della scuola media ‘Gaetano Di Biasio’, Primo Istituto Comprensivo di Cassino, che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il procuratore Fucci in una lezione dedicata ai temi della legalità, del bullismo, della violenza e della responsabilità civile e penale.
Un incontro che non è stato soltanto un momento formativo, ma soprattutto un’occasione di crescita umana per tanti ragazzi chiamati ogni giorno a confrontarsi con le difficoltà dell’età adolescenziale, con il peso delle parole, dei comportamenti e delle scelte.
Con un linguaggio diretto, vicino ai giovani e mai distante dalla realtà vissuta dagli studenti, il procuratore Fucci ha affrontato argomenti delicati ma estremamente attuali, soffermandosi sulle conseguenze che gesti apparentemente “banali” possono avere nella vita degli altri e nella propria. Dal bullismo alla violenza verbale e fisica, fino all’uso irresponsabile dei social network, il messaggio lanciato agli studenti è stato chiaro: ogni azione ha un peso e ogni persona deve imparare a riconoscere il valore del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità.
Particolarmente toccante il passaggio dedicato alle vittime di emarginazione e prevaricazione, con l’invito rivolto ai ragazzi a non voltarsi mai dall’altra parte e a comprendere quanto il silenzio possa ferire quanto un’offesa.
La scuola, ancora una volta, si conferma presidio educativo fondamentale, luogo in cui costruire coscienze consapevoli e cittadini responsabili. Presente all’incontro il dirigente scolastico professor Luigi Abbate, che ha sottolineato l’importanza di creare momenti di dialogo autentico tra istituzioni e giovani generazioni, affinché la cultura della legalità possa diventare patrimonio quotidiano e non semplice insegnamento teorico.
Accanto a lui le docenti Viviana Lancia, Genny Margiotta e Angela Combatti, che hanno contribuito all’organizzazione dell’iniziativa, fortemente apprezzata dagli studenti e dal personale scolastico.
L’attenzione e la partecipazione dimostrate dagli alunni durante l’incontro hanno rappresentato il segnale più bello: i ragazzi hanno bisogno di esempi, di ascolto e di figure capaci di parlare con sincerità al loro futuro. E giornate come questa lasciano un segno profondo, perché educare alla legalità significa, prima di tutto, educare al rispetto della vita e degli altri.