Carabinieri, il sindacato denuncia un sistema al limite: “Ecco lo scaricabarile gerarchico”

La denuncia di Raffaele Fardella, Segretario Generale NSC Frosinone e Segretario Generale Vicario NSC Lazio

Il grido d’allarme lanciato da uno dei principali sindacati dell’Arma riguardo alla fuga degli Ufficiali verso il settore privato non è che la punta di un iceberg che nasconde una crisi strutturale molto più profonda. Se i vertici operativi e i dirigenti dell’Arma iniziano a percepire il peso di un sistema logorante, è nei livelli gerarchici di Marescialli, Brigadieri, Appuntati e Carabinieri che questo malessere si trasforma in una pressione quotidiana insostenibile. La realtà è semplice: quando il sistema scricchiola in alto, le macerie cadono inevitabilmente verso il basso. – Si legge in una nota del sindacato.

Lo scaricabarile gerarchico: l’ultimo anello della catena

​Il fenomeno denunciato del “problema scaricato dall’alto verso il basso” trova la sua massima espressione nei Comandi di Stazione e nei Nuclei Operativi. Qui, le “inefficienze burocratiche” e a volte la mancanza di disposizioni chiare si traducono in un sovraccarico di responsabilità per il personale dei ruoli non direttivi.

​Marescialli “tuttofare”: spesso lasciati soli a gestire criticità che richiederebbero ben altro supporto istituzionale, trasformandosi in parafulmini per ogni disfunzione territoriale.

​Brigadieri e Appuntati: costretti a colmare lacune organiche con turnazioni massacranti, vedendo i propri diritti e il recupero psicofisico sacrificati sull’altare di un’operatività che fatica a stare al passo con i tempi. – Denuncia ancora il sindacato NSC.

​Il mito del “Si è sempre fatto così”

​Le frasi citate da primaria compagine sindacale come “ai miei tempi ci riuscivamo” non feriscono solo l’orgoglio dei giovani Ufficiali, ma annichiliscono il morale della “Truppa”. Questo approccio anacronistico ignora deliberatamente l’evoluzione del contesto sociale e normativo attuale. Si pretende una flessibilità totale senza offrire in cambio una tutela reale. ​Il benessere del personale viene spesso percepito come un optional rispetto a una forma esteriore di efficienza che, nei fatti, svuota le caserme. – Denuncia Raffaele Fardella, Segretario Generale NSC Frosinone e Segretario Generale Vicario NSC Lazio.

​Trasferimenti e incertezza: il prezzo della fedeltà

​Se per gli Ufficiali la gestione dei trasferimenti viene definita “opaca”, per il personale dei restanti ruoli diventa spesso un labirinto di incertezze. La difficoltà nel conciliare la vita familiare con il servizio non è un’esclusiva dei dirigenti. Anzi, la “Truppa” sconta con maggior vigore: l’imprevedibilità del servizio, che impedisce una reale programmazione familiare; ​la solitudine operativa, dove l’errore umano, figlio della stanchezza e della pressione, viene sanzionato prontamente anziché essere analizzato come sintomo di un sistema difettoso.

​“Se chi dovrebbe guidare l’Arma verso il futuro sceglie di togliersi l’uniforme, chi resta a presidiare il territorio si ritrova non solo con meno comandanti, ma con un carico di frustrazione che rischia di compromettere l’essenza stessa della sicurezza pubblica.” Commenta Fardella.

Una meritocrazia fantasma

​Il confronto con il settore privato non riguarda solo lo stipendio. Riguarda il rispetto del professionista. Quando un Carabiniere vede che il merito viene schiacciato da logiche burocratiche incomprensibili, il senso di appartenenza vacilla. La “fuga” non è solo fisica (congedo), ma spesso è mentale: un ripiegamento nel disincanto che nuoce all’istituzione più di qualsiasi taglio al bilancio. È tempo di comprendere che l’Arma è un corpo unico. Se gli Ufficiali piangono per la mancanza di tutele e gratificazioni, la “Truppa” non può certo ridere: sta già pagando, in silenzio e sulla propria pelle, il prezzo di un sistema che deve essere riformato partendo dal basso, ovvero da chi ogni giorno è la prima interfaccia dello Stato con il cittadino. Il Nuovo Sindacato Carabinieri non lascia indietro nessuno. – Conclude il Segretario Fardella.

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