“Io isolata e bullizzata in palestra perché in sovrappeso”, la testimonianza di una giovane

Da diversi mesi la ragazza partecipa al programma di attività sportiva di gruppo. Le "amiche" hanno iniziato a bullizzarla

È la “denuncia” di una giovane donna, 35enne, residente nel comprensorio del sorano, la quale si sente bullizzata da un gruppo di “amiche” conosciute in palestra, con le quali condivide l’attività già da diversi mesi.

La ragazza riconosce di essere in sovrappeso, i suoi chili in eccesso, però, non dipendono da un’alimentazione scorretta bensì, purtroppo, da una disfunzione che compromette il suo sistema metabolico, già da quando era bambina.

Nel tempo, con molta fatica, soprattutto negli anni dell’adolescenza, la 35enne ha trovato la sua serenità, un equilibrio con il suo corpo, andando oltre la forma fisica, la linea, la body shape, il valorizzare le forme, la prova costume e tutti quegli stereotipi obsoleti che spesso mandano in tilt le donne. Fermo restando che la ragazza segua un piano terapeutico e si attenga alle indicazioni dei medici, compreso il nutrizionista.

A distanza di mesi, le “amiche” della palestra hanno iniziato a deridere la giovane, ad isolarla, evitando la sua compagnia: impossibile non notare certi atteggiamenti, a volte nemmeno troppo discreti. – Stando al suo triste racconto. Niente più tisane dopo l’allenamento, niente programmi per “una serata diversa”, niente più proposte per passeggiate nel weekend. Alle volte anche un semplice saluto appare forzato.

Il racconto

«Spesso mi dicono che la mia simpatia è più ingombrante del mio corpo, una considerazione affettuosa che di fatto descrive la mia propensione alla battuta, allo scherzo, al divertirsi in compagnia. Faccio fatica a comprendere cosa infastidisca le mie amiche della palestra, evidentemente irritate a tal punto da ignorarmi. Non penso di aver mai rubato loro l’aria, un po’ di spazio forse si. Non sarà che si sentano oscurate dalla mia stazza?». Mentre raccontava la sua esperienza la ragazza non ha mai smesso di sorridere, non riuscendo però a nascondere la tristezza, più che l’amarezza, che traspare dai suoi occhi.

Per chi non lo sapesse, il “body shaming” è un atteggiamento vile che si delinea nell’atto di deridere, discriminare o criticare negativamente una persona per il suo aspetto fisico. Questa forma di bullismo danneggia sempre la vittima, creando insicurezze, destabilizzandone la serenità con un impatto negativo sulla salute mentale. Ricordiamo che le condotte denigratorie sull’aspetto fisico possono configurare illeciti penali come diffamazione aggravata, stalking, maltrattamenti.

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Sara Pacitto
Sara Pacitto
Sara Pacitto, giornalista pubblicista, da 8 anni collabora con diversi quotidiani digitali, tra le più prestigiose testate giornalistiche della provincia, corrispondente per la cronaca locale, politica, attualità, salute, approfondimenti. Ha curato le Pubbliche Relazioni per alcuni importanti eventi come anche è stata Responsabile della Comunicazione per conferenze e convegni ed in occasione di Campagne Elettorali.

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