Carceri del Lazio al collasso: oltre 1.600 detenuti in più rispetto alla capienza e continue aggressioni

Sovraffollamento record e carenza di circa 500 poliziotti penitenziari. La FNS Cisl chiede interventi urgenti dopo l’ennesima aggressione

Le carceri del Lazio continuano a fare i conti con una situazione sempre più critica. A lanciare l’allarme è la Fns Cisl Lazio, che denuncia livelli di sovraffollamento ormai insostenibili nei 14 istituti penitenziari della regione e una grave carenza di personale della Polizia Penitenziaria.

Secondo i dati aggiornati al 31 maggio 2026 e pubblicati dal Ministero della Giustizia, negli istituti penitenziari laziali risultano detenute complessivamente 6.917 persone a fronte di una capienza regolamentare di 5.316 posti. Il saldo è di 1.601 detenuti in eccedenza rispetto ai posti disponibili.

Una situazione che, secondo il sindacato, non incide soltanto sulle condizioni di vita dei detenuti ma rende sempre più difficili e gravose anche le condizioni di lavoro del personale penitenziario, chiamato quotidianamente a operare in contesti caratterizzati da forte pressione e crescenti criticità sul piano della sicurezza.

Per la Fns Cisl Lazio è necessario che tutte le autorità competenti forniscano risposte concrete sia sul fronte del sovraffollamento sia su quello della carenza degli organici. Il sindacato evidenzia inoltre la necessità di rivedere le dotazioni organiche regionali, soprattutto negli istituti interessati negli anni da ampliamenti strutturali che non sono stati accompagnati da un adeguato incremento del personale.

L’allarme arriva all’indomani dell’ennesimo episodio di violenza avvenuto all’interno di un istituto penitenziario della regione. Nella giornata di giovedì, intorno alle 13.30, presso la Casa Circondariale Casa Circondariale Nicandro Izzo di Viterbo, un detenuto ha aggredito un agente scelto della Polizia Penitenziaria. Il poliziotto ha riportato lesioni che hanno richiesto cure mediche con una prognosi di trenta giorni.

La Fns Cisl Lazio ha condannato con fermezza l’accaduto, esprimendo solidarietà e vicinanza all’agente ferito. Il sindacato ritiene inoltre necessario adottare immediati provvedimenti nei confronti del detenuto responsabile dell’aggressione, chiedendone il trasferimento in altra struttura detentiva.

A rendere ancora più complessa la gestione degli istituti è la carenza di personale. Secondo la Fns Cisl Lazio, negli istituti della regione mancano attualmente circa 500 unità di Polizia Penitenziaria. In alcuni casi la situazione appare ancora più critica, soprattutto per quanto riguarda il ruolo degli ispettori, dove le carenze raggiungerebbero addirittura il 60 per cento rispetto agli organici previsti.

Una condizione che determina un forte squilibrio tra il personale teoricamente necessario e quello effettivamente in servizio. Gli agenti sono così costretti a sostenere carichi di lavoro sempre più pesanti e a gestire un numero di detenuti per operatore ritenuto non più sostenibile, con inevitabili ripercussioni sulla sicurezza degli istituti e sul benessere lavorativo del personale.

Per il sindacato servono interventi urgenti e correttivi immediati per evitare il ripetersi di episodi come quello avvenuto a Viterbo. La richiesta è quella di avviare un cambiamento strutturale del sistema penitenziario, attraverso il rafforzamento degli organici e misure efficaci contro il sovraffollamento, affinché gli agenti di Polizia Penitenziaria possano svolgere il proprio lavoro in condizioni di maggiore sicurezza.

«La sicurezza nei luoghi di lavoro non è un privilegio, ma un diritto fondamentale», ribadisce la Fns Cisl Lazio, tornando a chiedere attenzione e risposte concrete per un settore che continua a operare in una situazione di forte emergenza.

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