La Commissione regionale Sanità e Politiche sociali ha dato parere favorevole alla delibera sugli investimenti in edilizia sanitaria e tecnologie che destina oltre 81 milioni di euro al potenziamento tecnologico e 72,5 milioni di euro a interventi di edilizia sanitaria. Alla provincia di Frosinone arrivano 20.612.575,98 euro, risorse fondamentali per rafforzare la rete dei servizi territoriali. Una parte rilevantissima, oltre 17 milioni, riguarda le Case di Comunità escluse dal PNRR. Sul tema interviene la Consigliera regionale Dem, Sara Battisti.
“Nel corso della Commissione Sanità, è stato dato il parere favorevole allo schema di delibera che stanzia risorse regionali, quindi extra PNRR, per interventi relativi a macchinari ospedalieri e edilizia sanitaria, tra cui il completamento delle Case di Comunità inizialmente escluse dai finanziamenti. Si tratta, tre le altre, anche di molte strutture della provincia di Frosinone: Amaseno, Arpino, Monte San Giovanni Campano, Paliano e San Giorgio a Liri, rimaste fuori dal piano originario e sulle quali abbiamo mantenuto alta l’attenzione in questi mesi attraverso atti formali in Consiglio regionale. Un lavoro che ha portato la Giunta Rocca ad assumere un impegno chiaro in Aula, tradotto nello stanziamento delle risorse necessarie. Abbiamo rappresentato in aula le istanze di un territorio abbandonato e bene dunque lo stanziamento delle risorse, ma ciò non basta”. – Così in una nota la consigliera regionale del Lazio Sara Battisti.
“Questo passaggio, sicuramente importante, non è sufficiente. Durante la Commissione, infatti, non sono state fornite indicazioni sulle tempistiche di realizzazione di interventi attesi da tempo dalle comunità locali. Per questo presenterò un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere un cronoprogramma preciso e tempi certi. I territori hanno il diritto di sapere quando questi presidi diventeranno realtà. In attesa delle risposte dell’amministrazione Rocca, continueremo a monitorare con attenzione l’attuazione degli impegni assunti. La sanità territoriale – conclude – non può più aspettare”.