Mentre cresce la mobilitazione istituzionale e popolare attorno al futuro del Sora Calcio, arriva una presa di posizione ufficiale destinata ad assumere un peso rilevante nell’intera vicenda.
Il sindaco di Castro dei Volsci, Leonardo Ambrosi, ha infatti inviato una comunicazione formale alla Lega Nazionale Dilettanti e al Comitato Regionale Lazio per prendere nettamente le distanze dalle indiscrezioni che negli ultimi giorni hanno associato il nome del comune lepino alla complessa operazione che potrebbe coinvolgere il titolo sportivo del Sora Calcio.
Nella nota, Ambrosi esprime «forte preoccupazione» per quanto sta emergendo sulla stampa e tra gli addetti ai lavori e chiarisce che l’eventuale operazione finalizzata all’acquisizione del titolo sportivo bianconero da parte di soggetti privati riconducibili al territorio di Castro dei Volsci sarebbe una iniziativa completamente estranea all’Amministrazione comunale.

Il primo cittadino sottolinea inoltre come il Comune non abbia fornito alcun sostegno, avallo o condivisione rispetto a eventuali progetti che possano portare al trasferimento dell’attività sportiva verso altri territori. Una precisazione che arriva in un momento particolarmente delicato, mentre l’intera città di Sora continua a battersi per evitare la perdita del proprio titolo sportivo.
Ma non è tutto. Nella comunicazione inviata agli organismi calcistici nazionali e regionali, Ambrosi evidenzia anche un aspetto tecnico tutt’altro che secondario. Il Comune di Castro dei Volsci dispone infatti di un impianto sportivo omologato esclusivamente fino al campionato di Eccellenza e già regolarmente concesso ad altra società sportiva con un contratto in essere fino al 30 giugno 2027.
Per rafforzare tale posizione, il sindaco ha allegato alla documentazione inviata anche gli atti di omologazione federale dell’impianto comunale. Dai documenti emerge infatti che il campo sportivo è omologato «ai soli effetti sportivi» per la categoria Eccellenza a undici giocatori contro undici.
«Non sussistono neppure le condizioni logistiche e organizzative che possano giustificare il coinvolgimento del nome della nostra città in ipotesi di partecipazione a categorie superiori», evidenzia il documento trasmesso agli organismi federali.
Nella parte finale della nota, il Comune ribadisce il proprio rispetto nei confronti della storia, della tradizione sportiva e del patrimonio identitario rappresentato dal Sora Calcio e dalla sua tifoseria, sottolineando di non voler vedere il nome di Castro dei Volsci associato a operazioni che potrebbero essere percepite come lesive della continuità sportiva e della tradizione calcistica di altre comunità.
Parole che arrivano mentre il caso Sora continua ad attirare l’attenzione dell’intero panorama calcistico nazionale, tra appelli di ex campioni, interventi istituzionali, iniziative legali e una mobilitazione popolare che nelle ultime settimane ha coinvolto tifosi, associazioni e amministratori locali nel tentativo di difendere un patrimonio sportivo prossimo a raggiungere il traguardo dei 120 anni di storia.