Cassino – Casa Ater pericolante e a rischio crollo: ordinanza di sgombero per quattro famiglie

L'atto firmato dal vice sindaco Gino Ranaldi che si sta anche occupando della sistemazione degli inquilini in strutture d'emergenza

Cassino – Una palazzina di quattro unità immobiliari, di proprietà dell’Ater, costruita
nell’immediato dopoguerra nel rione Colosseo, al civico 246 di via Gaetano Di Biasio, adiacente piazza Angelo Gaetani, dovrà essere sgomberata d’urgenza per pericolo di crollo. Fa parte di quella struttura edilizia meglio conosciuta come case Unrra 2, venute su grazie al piano Marshall, ufficialmente chiamato Programma Europeo di Ripresa (ERP), che fu un piano di aiuti economici e finanziari promosso dagli Stati Uniti d’America per sostenere la ricostruzione dell’Europa occidentale dopo la
seconda guerra mondiale. L’inagibilità della struttura è stata formalizzata al Comune in una nota a firma del dirigente dell’area Tecnica di Ater, Alessandro Currà.

Nel documento viene evidenziato nell’edificio un quadro “fessurativo importante” ed in particolare la presenza di lesioni passanti ad andamento verticale. Quest’ultime dovute, secondo quanto già espresso da un verbale dei Vigili del Fuoco, ad un “cedimento fondale”. Questo è quanto si legge in un passo di quella nota. La prima richiesta di emissione di ordinanza del sindaco per lo sgombero d’urgenza dell’immobile da parte dell’Ater è pervenuta al protocollo del Comune il 28 luglio scorso ed è stata reiterata il giorno dopo con una nota a firma del dirigente Ater.
È toccato al vice sindaco, Gino Ranaldi, nelle funzioni di primo
cittadino in assenza del sindaco Salera, in Giappone per la partecipazione
alle cerimonie dell’80° del lancio della bomba atomica, firmare
l’ordinanza a tutela della privata incolumità e a salvaguardia dei beni.
È toccato a lui, quindi, dichiarare la inagibilità dell’immobile inibendone
l’utilizzo ai proprietari, agli occupanti a qualunque titolo, nonché a
chiunque vi possa accedere sino al perdurare delle condizioni di pericolo.

Il vicesindaco lo ha fatto con una comprensibile partecipazione emotiva,
l’ultima delle cose che avrebbe voluto fare, ma quando il dovere chiama
non ci si può sottrarre dall’adempiere. Così, responsabilmente, ha dovuto
procedere a mettere la sua firma in calce all’ordinanza. Rimane ora il problema della sistemazione degli inquilini dei quattro alloggi. A tal proposito, in raccordo con l’Ater, e attraverso gli Uffici dei Servizi Sociali con gli stessi inquilini, ci si adopererà per trovare una sistemazione provvisoria agli interessati. Cosa non semplice,
anche se, a prima vista, potrebbe apparire problema di facile soluzione.
In prospettiva rimane la cosa più complessa, vale a dire stanziare i fondi
per l’intervento necessario a rendere nuovamente agibile e sicuro il
fabbricato la cui proprietà, lo si ricorda, è dell’Ater.

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