Si chiude con una piena assoluzione il procedimento che vedeva imputata la vicesindaco del Comune di Roccasecca, Valentina Chianta, accusata di concussione in relazione a una vicenda che, in caso di condanna, avrebbe potuto comportare una pena compresa tra sei e dodici anni di reclusione.
Il Tribunale ha pronunciato la formula più ampia, «perché il fatto non sussiste», accogliendo le tesi difensive sostenute dall’avvocato Sandro Salera, che ha assistito la vicesindaco durante tutte le fasi del processo.
Al centro dell’inchiesta vi erano le dichiarazioni dell’accusatore A.A., il quale aveva denunciato presunte pressioni finalizzate a indurlo ad accettare una transazione. A sostegno delle accuse erano state prodotte anche registrazioni di conversazioni ritenute rilevanti dall’accusa.
Nel corso del dibattimento, tuttavia, la ricostruzione accusatoria è stata contestata dalle difese, che hanno evidenziato incongruenze e criticità nell’impianto dell’accusa. Le approfondite arringhe finali dei difensori hanno affrontato ogni elemento contestato, sostenendo l’assenza di qualsiasi comportamento riconducibile alla concussione.
La sentenza ha riguardato anche gli altri imputati coinvolti nel procedimento. Sono stati infatti assolti con formula piena i tecnici difesi dagli avvocati Renato Ciamarra, Marcantonio Ottaviani e Donato Polidoro. Per tutti il Tribunale ha escluso la sussistenza dei fatti contestati, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva richiamato l’attenzione della comunità locale.