Era davvero da un bel po’ di tempo che non si vedeva un’iniziativa coi simboli del centrodestra a promuoverla unitariamente. Il referendum sulla giustizia ha compiuto a Cassino il “miracolo” dello sforzo organizzativo comune nello stesso senso che pare, però, una rarità anche a livello provinciale. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati, infatti, hanno promosso venerdì scorso all’Aula Pacis un convegno sulle ragioni del “sì”.
Il coordinatore provinciale di FdI Massimo Ruspandini e il deputato meloniano Paolo Pulciani, membro della Commissione Giustizia della Camera, hanno aperto la serie di interventi. Quindi ci sono stati i saluti istituzionali di Pietro Pacitti, segretario provinciale di Noi Moderati, di Vincenzo Marrone, coordinatore cittadino della Lega e di Gianni Ranaldi, coordinatore cittadino di Forza Italia.

Una serie serrata di interventi da Polverini al prof. Casale
Ad introdurre i lavori – entrando nel merito della riforma messa a punto dal governo Meloni – hanno pensato il dirigente regionale di FdI, avvocato Gabriele Picano e la responsabile del dipartimento giustizia di Noi Moderati, l’avvocata Valeria Nova. Le relazioni sono state tenute, a seguire, dall’avvocato Pietro Polidori, membro della commissione Camera Penale di Frosinone, dall’avvocato Antonello Tornitore, componente del direttivo cittadino della Lega, dall’ex presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, attuale responsabile nazionale del dipartimento welfare di Noi Moderati e dal professor Francesco Casale, ordinario di diritto commerciale all’Università di Camerino. La funzione di moderatori è stata svolta dall’avvocato Alberto Bòrrea, presidente del circolo cittadino FdI Cassino e dall’avvocato Amedeo Iaquone, presidente del Comitato per il Si di Noi Moderati.
Mino Marino: approvare la riforma per essere coerenti con la Carta
“L’evento è stato molto partecipato superando le duecento presenze – ha commentato il vice coordinatore cittadino di FdI, Mino Marino – a testimonianza dell’interesse che il centrodestra unito riesce a suscitare nella nostra città. Tanto più che tutti i protagonisti hanno avuto lo spazio necessario ed hanno potuto illustrare le loro analisi. Ne è emerso un quadro che ha messo in luce gli errori commessi da quanti propugnano la tesi che occorre bocciare la riforma del guardasigilli Nordio. Piuttosto il “Sì”, secondo tutti gli intervenuti, rappresenta una scelta del tutto coerente con i principi costituzionali, oltre che necessaria ad assecondare le esigenze di una giustizia moderna ed equilibrata”.