Prima la fuga nella notte, poi la paura di tornare a percorrere le stesse strade. È il disagio raccontato da un giovane studente universitario di nazionalità indiana che ha denunciato di essere stato vittima di due episodi ravvicinati, tanto da decidere di modificare radicalmente la propria vita quotidiana per il timore di nuove aggressioni.
Secondo la denuncia, il primo episodio risale alla notte tra il 30 e il 31 luglio, quando il ragazzo sarebbe stato inseguito, minacciato e aggredito da un gruppo di giovani. Nel corso dell’episodio, riferisce, gli sarebbero stati sottratti una catenina e il monopattino utilizzato per gli spostamenti in città. Parte della vicenda sarebbe stata immortalata dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.
La paura, però, non si sarebbe fermata a quella notte. Pochi giorni dopo, sempre secondo quanto denunciato, il giovane sarebbe stato nuovamente riconosciuto da uno dei presunti componenti del gruppo, che avrebbe richiamato altri ragazzi. Temendo una nuova aggressione, avrebbe scelto di allontanarsi immediatamente.
Da allora, racconta, ogni spostamento è diventato motivo di apprensione. Percorsi cambiati, uscite ridotte al minimo e il costante timore di imbattersi nuovamente nei suoi aggressori. Una condizione che pesa soprattutto su chi vive Cassino da fuori sede e dovrebbe poter frequentare l’università e la città senza il timore di subire violenze.
Assistito dall’avvocato Giuseppe Marino, il giovane ha chiesto che vengano identificati gli autori dei fatti denunciati, acquisite le registrazioni delle telecamere e valutate misure di tutela. «Dalla ricostruzione fornita dal mio assistito emerge che gli aggressori sarebbero giovani di nazionalità egiziana. Saranno naturalmente le indagini a verificare ogni circostanza e ad accertare le eventuali responsabilità personali. Quello che oggi emerge con chiarezza è il profondo stato di paura in cui è costretto a vivere uno studente universitario che ha semplicemente il diritto di muoversi liberamente in città».
L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza in una città universitaria frequentata ogni anno da migliaia di studenti italiani e stranieri. Se le accuse dovessero trovare riscontro, emergerebbe un quadro in cui la paura finisce per limitare la libertà di movimento di chi vive il territorio per motivi di studio. Saranno ora gli accertamenti investigativi a chiarire l’esatta dinamica dei fatti e ad attribuire eventuali responsabilità individuali.