Ceccano – Inchiesta “The Good Lobby”, in tre patteggiano: occhi puntati sull’udienza del 15 aprile

Lavori di pubblica utilità per Stefano Polsinelli, Camillo Ciotoli e Selenia Boccia che hanno già versato i risarcimenti

Si è chiuso con un’udienza rapida il primo capitolo dell’inchiesta della Procura europea sui lavori finanziati con il Pnrr al Comune di Ceccano. Davanti al gup Antonello Bracaglia Morante, con il procuratore delegato europeo Alberto Pioletti collegato da remoto, sono stati ratificati i patteggiamenti già concordati.

Accolta la richiesta di pena a due anni, dieci mesi e sette giorni per l’ingegnere Stefano Polsinelli e per il funzionario dell’ufficio tecnico comunale Camillo Ciotoli. Un anno e sei mesi, con sospensione condizionale, per Selenia Boccia, amministratrice della società Adelante Group.

Il giudice ha preso atto dell’avvenuto versamento delle somme stabilite al Fondo unico di giustizia: 96mila euro per Polsinelli, 30mila euro per Ciotoli e 10mila euro per Boccia. Per Polsinelli e Ciotoli la pena sarà convertita in lavori di pubblica utilità. Non sono state applicate pene accessorie.

Con questi patteggiamenti si registra una prima definizione dell’indagine condotta dal Servizio centrale operativo della Polizia e dalla Squadra mobile di Frosinone, che nell’ottobre 2024 portò anche all’arresto dell’allora sindaco Roberto Caligiore. Nel filone principale restano coinvolte 29 persone, oltre alla società Antea Produzione e Lavoro. Alcuni indagati starebbero valutando riti alternativi, tra patteggiamenti e giudizi abbreviati.

Le posizioni già definite potranno ora assumere rilievo anche nella fase dibattimentale: chi ha patteggiato potrà essere chiamato a testimoniare negli eventuali processi.

L’udienza preliminare per gli altri imputati è fissata per il 15 aprile davanti al gup Fiammetta Palmieri. Gli avvisi di conclusione delle indagini e la richiesta di rinvio a giudizio riguardano Pierfrancesco Anniballi, Stefano Anniballi, Antonio Annunziata, Diego Aureli, Sabina Bonifazi, Roberto Caligiore, Loredana Capasso, Matteo Capuani, Patrizia Criscuolo, Vincenzo D’Onofrio, Riccardo Del Brocco, Massimo Del Carmine, Emanuele Gentile, Salvatore Guido, Lucio Maione, Franco Marcoccia, Raffaele Merolla, Giulio Morelli, Elena Papetti, Antonio Puppo, Maurizio Puzzuoli, Massimo Rinaldi, Danilo Rinaldi, Alberto Roncone, Frank Ruggiero, Luigi Schiavo, Gennaro Tramontano, Franca Maria Turchetta e la società Antea Produzione e Lavoro.

Secondo l’impostazione accusatoria, gli indagati avrebbero operato all’interno di un’associazione finalizzata ad assicurarsi l’aggiudicazione di appalti pubblici finanziati con fondi europei e Pnrr, sfruttando ruoli, competenze e rapporti con funzionari del Comune di Ceccano. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, corruzione, riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

Tra gli interventi finiti al centro dell’indagine figurano la riqualificazione del Castello dei Conti e del centro storico, la messa in sicurezza della scuola di Borgo Berardi e la realizzazione del centro educativo per minori al Di Vittorio, oltre ad altri incarichi e servizi pubblici. Il valore complessivo degli appalti attenzionati si aggirerebbe intorno ai cinque milioni di euro.

Il 15 aprile rappresenterà un passaggio decisivo: il giudice dovrà stabilire se disporre il rinvio a giudizio o il proscioglimento per ciascuna posizione, in uno dei procedimenti più rilevanti degli ultimi anni per il territorio, anche per le ricadute sull’amministrazione comunale.

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