Chat di intelligenza artificiale al posto dei medici, l’Ordine ai cittadini: “Evitare queste App”

Il Presidente Cristofari: "Solo il medico può fornire le giuste indicazioni attraverso il contatto diretto con i pazienti"

“E’ di stretta attualità il tema dell’Intelligenza Artificiale in ambito medico. Il titolo recente di un’agenzia di stampa recita “Google indossa il camice bianco. Affidabile quasi quanto un medico vero”. Come Ordine Professionale – afferma il Presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Frosinone, Fabrizio Cristofari – prendiamo le distanze da queste iperboli e invitiamo gli organi di stampa ad una informazione più equilibrata, per il bene soprattutto dei nostri pazienti, che potrebbero essere tratti in inganno da affermazioni distorte che mettono a rischio la salute”.

“Le intelligenze artificiali – prosegue Cristofari – sono di molte tipologie, ma quelle più note sono ChatGPT, Bard e MedPALM di Google. Si tratta di modelli linguistici, definiti tecnicamente modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), algoritmi di intelligenza artificiale (AI) che utilizzano moltissimi dati di grandi dimensioni per comprendere, riassumere, generare e prevedere nuovi contenuti testuali. Dunque la competenza può essere accettata sul linguaggio sanitario, e solo su questo, ma non certo sulla clinica, sulla diagnosi e sulla terapia collegata. Probabilmente le AI sono in grado di rispondere a quiz medici, ma non hanno alcuna competenza clinica, nessun addestramento su casi clinici reali. Una calcolatrice fa le operazioni più velocemente di Einstein ma nessuno si azzarderebbe a paragonarli!”.

“Esistono, poi, motivi più profondi per stigmatizzare questa informazione approssimativa. Nessuna AI di questo tipo chiede a chi la interroga il sesso, il peso, l’età, l’altezza, i farmaci che sta assumendo, le ultime analisi del sangue, e molto altro, come farebbe da remoto qualsiasi professionista che non conosce la persona con cui sta parlando. Poi, persino al telefono è possibile, per un medico, sentire la tonalità della voce, un respiro affannato, un colpo di tosse. In una televisita si ha il contatto con il volto del paziente, fino alla visita in presenza, dove il medico può fare una auscultazione, la palpazione. Dire che la chat può essere paragonata a una semplice chiacchierata telefonica con un medico non solo è inesatto, ma anche offensivo per tutti i medici. Quindi, di fronte al diffondersi di queste chat, l’Ordine invita i cittadini ad evitare l’uso di tali applicazioni, ricordando che solo il medico può fornire le giuste indicazioni attraverso il contatto diretto con i pazienti”.

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