Non è più una questione neppure di numeri ma di deterioramento progressivo del clima interno alla maggioranza che sostiene il sindaco Riccardo Mastrangeli, proprio mentre si avvicina a grandi passi – a meno di dodici mesi di distanza – il voto per il rinnovo del Consiglio comunale (prevedibilmente sarà fissato nella primavera del 2027). L’ex primo cittadino Paolo Fanelli diviene il simbolo di questa fase calante perché denuncia il malessere grave, collegato con le difficoltà del capoluogo a superare lo choc del caos del traffico e della piaga dello smog in piena rivoluzione della mobilità urbana, e si ritrova incredibilmente messo alla porta di Fratelli d’Italia dal capogruppo Franco Carfagna. Dire quel che si pensa per averlo oltretutto constatato pare diventato un peccato di lesa maestà per i timonieri.

Non meno “crepuscolare” appare anche la vicenda del presidente del Consiglio comunale Max Tagliaferri, dato in procinto di dimettersi dal suo ruolo istituzionale e dallo stesso scranno comunale ma capace di strattonare energicamente il consigliere Sergio Crescenzi che chiedeva solo un po’ di chiarezza nel caso se ne fosse tornato nella “sua” Alatri. Apriti cielo e al secondo non resta che prendere le poche cose sullo scranno e andarsene via col volto teso.
In aula un’aria di stanchezza e di crepuscolare disillusione
La seduta consiliare conclusasi anticipatamente per mancanza del numero legale, lasciando irrisolte pratiche scottanti, come quella della parcella di un avvocato lievitata in 24 anni da 5 mila a 516mila euro, con silenzi e scarsa reattività alle critiche da parte della coalizione al governo, descrive bene il senso di stanchezza diffuso per la consiliatura agli sgoccioli. Sembra parlare di consapevolezza della fine dei grandi propositi e dell’esaurimento delle energie migliori della coalizione, insieme all’inconfessabile attenzione di tutti più alle mosse pre-elettorali ed all’appuntamento con le urne che al quotidiano politico e amministrativo, dentro e fuori Palazzo Munari.
“Ho bisogno di parlare di amministrazione e di politica perché sono successe tante cose – ha scandito Paolo Fanelli con la tradizionale tranquillità ma anche con determinazione -, ultime quelle che riguardano la viabilità. Ci sono da 40 giorni ingorghi problematici allo Scalo ed a De Matthaeis. Amici e colleghi mi hanno invitato a protestare in maniera civile per cercare di sbloccare una situazione incresciosa. Visto che qualcuno m’ha detto che c’è servita anche un’ora di macchina dal casello autostradale a De Matthaeis. I mastini napoletani sguinzagliati con la penna in bocca – ha aggiunto polemicamente – hanno detto che la mia reazione era dettata dal fatto che i clienti non riuscivano a raggiungere il mio studio. Ma non commento proprio perché è chiaro che il mio intento era solo quello di cercare di sgombrare il campo da un problema di veicoli fermi”.
L’ex sindaco punta i piedi con compostezza tra pm10 e viabilità paralizzata
“Siamo in un momento critico. Lo vedo senza centraline – ha avvertito Fanelli rivendicando la correttezza della sua personale presenza alla manifestazione di protesta all’ombra del grattacielo -: in 6 mesi – da settembre a marzo – a casa mia sui travertini s’è accumulato mezzo centimetro di fuliggine. Siccome ho avuto problemi respiratori, amici professionisti mi hanno detto che le polveri sottili causano malattie serie polmonari. In fin dei conti c’era una cosa a cui tenevo: un argomento nel programma di FdI per favorire una missione del Comune nei confronti dei cittadini, per cercare la dimensione di una Frosinone Green”.
“Pensavo che il Comune avrebbe potuto contribuire, garantendo un mutuo per l’installazione di pannelli solari. Sotto i 50mila abitanti è previsto un 40% a fondo perduto e, con l’aiuto del Comune, si sarebbe potuto spingere per una situazione di normalizzazione migliorando la qualità della vita”. “Poi, sindaco, siamo a 4 mesi di distanza dall’ultimo Consiglio: penso che la democrazia vada rispettata. Se, fotografando me e Crescenzi, ci danno dei desaparecidos, noi dobbiamo rispondere a chi ci ha votato e nei abbiamo votato per lei, e lei ha tratto vantaggio dal nostro impegno e dai nostri voti”.
“Per 4 mesi, insomma, sembra che sia andato tutto benissimo, se abbiamo problemi di sicurezza, di file, di vita quotidiana non fa niente”. Fanelli ha fatto un passaggio anche sulla vendita dell’ex Mtc, con offerte d’acquisto presentabili fino al 30 giugno. “Guardi sindaco mi sono interessato, perché poteva esser un gioiello da spendere per i giovani, come università, come Campus. Perché immobile attaccato all’Asl”.
Affondo sulla sanità e conclusione: “Lei è stato, in qualità di presidente della Consulta ad un convegno coi vertici Asl. Ha chiesto come funzionano i pronto soccorso? Cosa stanno facendo i medici incaricati, oggetto di selezione come si scelgono i bidelli? Sono intervenuto in quel consiglio comunale di qualche tempo fa per chiedere di ristabilire una maggioranza di centrodestra e di portare avanti un ultimo anno di consiliatura senza fibrillazioni. Anche oggi rimane la mia offerta se questo non viene realizzato mi ritengo al di fuori della maggioranza”.
Carfagna: ha detto cose condivisibili ma noi siamo partito responsabile
Passa qualche intervento (il lasso necessario a qualche consultazione rapida telefonica, probabilmente) prima che il capogruppo della decimata rappresentanza di Fratelli d’Italia Franco Carfagna prenda la parola: “il fatto personale che ci riguarda è inerente all’intervento Fanelli: pur rinnovando la stima come professionista e uomo va detto che ha parlato a titolo personale. Ma fa parte del gruppo politico che ha una linea di comando e politica decisa e condivisa. Posso dire che non mi sento neanche di condannarla, ha detto anche cose condivisibili”. E allora? “Ma – ha aggiunto Carfagna – la nostra è una linea di dialogo istituzionale e di responsabilità. Non è che qualcuno che la pensa diversamente si sfoga come gli pare, decidesse allora in quale contenitore stare. Le cose dette rispecchiano un disegno partitico che non è del nostro partito”.
Il capogruppo meloniano ha infine annunciato all’indirizzo di Fanelli, col cartellino rosso nel taschino ben visibile: “Avrà ripercussioni perché i vertici del partito ne prenderanno atto. Il nostro gruppo è stato oggetto di campagna acquisti, con assessorati promessi e tolti. Oggi siamo già proiettati verso la nuova consiliatura, alla fine siamo il primo partito di governo, non possiamo permettere posizioni personalistiche. Invito Fanelli a riflettere bene se stare con noi o contro di noi: sarà oggetto di discussione con i nostri vertici”.
“Se ne vada ad Alatri”. “Lei non parli di me, la denuncio”
Sergio Crescenzi ha iniziato il suo intervento nervosamente, parlando della seduta consiliare saltata lunedì scorso: “Sono stato additato di complottare poi mi presento in Consiglio comunale, perché preventivamente invitato e perché era necessaria la mia presenza, e mancava in aula proprio chi mi ha invitato. Sono stufo di essere preso in giro. Siccome i problemi di Frosinone si cercano di evitare, la notizia del giorno è che il presidente del Consiglio comunale darà le dimissioni. Così si devia dall’affrontare i problemi della città. Caro presidente se lei va via…”.
Max Tagliaferri è intervenuto con irruenza: “Lei non deve parlare di me. Io le tolgo la parola. Quello che dice lei vale meno di niente”. Crescenzi replica: “Voglio che parli dei probemi della città. Lei se ne vada ad Alatri, spero”. Max Tagliaferri: “Io la denuncio, non voglio andare ad Alatri”. Torneremo sul seguito. Anche se meno pirotecnico.