Il Pd batte un colpo ma il centrosinistra resta senza propositi unitari e strategie programmatiche. Dell’avvicinarsi del voto che fa fibrillare il centrodestra ma lascia il sindaco uscente Mastrangeli alla guida della coalizione che punta a ripresentarsi, e dello spezzone di Forza Italia e civici di Futura coalizzati intorno a Pasquale Cirillo, s’è riferito in un precedente servizio. Il resto degli schieramenti che si propongono per l’alternativa all’amministrazione comunale uscente, appare frastagliato e per questo inevitabilmente fragile. Solo una grande coalizione potrebbe rendere contendibile il massimo scranno di Palazzo Munari. Tutti lo sanno ma si muovono come se l’unità non fosse un passaggio obbligato per rendere credibile una proposta di governo in contrapposizione con quella portata avanti da Ottaviani e Mastrangeli.
Già nel 2022 insieme Vicano (4,56%), Marzi (40,52%) e Iacovissi (5,90%) raccolsero al primo turno più voti di Mastrangeli (49,26%) e avrebbero potuto chiudere la partita prima del ballottaggio anche se d’un soffio. Prova provata che i due schieramenti – se si contrappongono – giocano sul campo la partita decisiva e non c’è nulla di prevedibile e scontato. Ora i dem col segretario cittadino Stefano Pizzutelli hanno detto almeno una cosa, anche se giocando sull’acronimo di Brt: Basta, Resettiamo Tutto. “La città non può più permettersi immobilismo, divisioni e giochi di palazzo. Ai consiglieri di maggioranza chiediamo un atto di responsabilità: staccare la spina a un’amministrazione che ha esaurito la propria spinta”. Bene ma per andare a finire dove? In quale prospettiva?
Il dialogo svogliato tra dem e socialisti è già finito in archivio
Innanzitutto: l’avvio di dialogo tra Pd e Psi come va? Male, spiegano i retroscenisti. Perché c’è sfiducia reciproca e nessuno scommetterebbe 10 centesimi sulla possibilità di vittoria. Voglia d’andare avanti insieme zero, entusiasmo pure meno. Per questo ad un certo punto, nei giorni scorsi, era venuta fuori una possibile rosa di candidati a sindaco dem, che includeva Stefano Pizzutelli ed i tre consiglieri comunali uscenti (Fabrizio Cristofari che non ne vuol sentire di riprovarci, Norberto Venturi, che non ci pensa proprio a tentare l’impresa, e Angelo Pizzutelli che potrebbe essere l’unico interessato). Venturi e Angelo Pizzutelli, poi, non va dimenticato: sono fuoriusciti dal Psi e quindi indisponibili in un quadro di alleanza con Gian Franco Schietroma.
Poi ad un certo punto i boatos hanno girato il vento del favore dei leader dem verso due figure prese dalla società civile ed in questa prospettiva è balzata agli onori delle cronache politiche l’ipotesi di Anselmo Pizzutelli, l’ex presidente del Laboratorio Scalo, eletto nella lista Mastrangeli e trasformatosi, col trascorrere della gestione amministrativa, in oppositore determinato ed anche in coriaceo controllore degli atti della maggioranza. Insomma in una figura che sarebbe indispensabile nei banchi di ogni opposizione consiliare, visto che oggi quegli scranni nei vari Comuni sono in gran parte affollati da innocui osservatori dell’autocrate di turno.
Anselmo Pizzutelli, Mirabella e Bortone verso una loro civica
Se non fosse che Pizzutelli è stato eletto in maggioranza e che adesso dovrà per forza di cose abbandonare la dicitura “Lista Mastrangeli” utilizzata furbescamente per far emergere in maniera plateale in ogni seduta a Palazzo Munari la clamorosa perdita di pezzi di maggioranza da parte del primo cittadino. Per questo Anselmo Pizzutelli, Maria Antonietta Mirabella e Giovanni Bortone (che ha anche lui giocato politicamente con la sua elezione nelle file della Lega) dovranno ricomporsi in una civica capace di aggregare o comunque di confluire in progetti da strutturare. Ci sarà la ricomposizione con Fi e Futura? Oppure il Pd alla fine scioglierà la riserva?
Vincenzo Iacovissi gioca la una partita con la lista di partito e tre civiche: non intende fare passi indietro e il segretario del Psi Lazio Schietroma non si stanca di ripetere come un mantra che solo Iacovissi è l’alternativa. Ma le parole non bastano ad esorcizzare le urne ed a convincere che la corsa del dirigente nazionale socialista sia così energica da poter spintonare Mastrangeli facendolo volare via dalla poltrona più ambita. L’ex sindaco Marzi prepara la sua lista civica e di sicuro si prepara ad incidere non poco anche sulla prossima tornata. Da che parte? Di sicuro le distanze col Pd restano consistenti. Insomma: dai socialisti ai dem ancora in cerca di identità, fino ai civici ognuno sembra pronto a prendere posizione sulla linea dello start ma non certamente con qualche lontana convinzione di poter vincere.
Gli incontri dell’ex sindaco Marini e il dinamismo della sua lista
Poi c’è l’ex sindaco Michele Marini, praticamente un’icona di popolarità trattato male nel momento del bisogno sia dal Pd che dal Psi. E’ amico di tutti, conosciuto e capace di aggregare politicamente amici e conoscenti per antica tradizione familiare. Ha fatto chiacchierare molto il suo incontro recente con Anselmo Pizzutelli (che di Marini è stato storico sostenitore, fin da quando l’ex sindaco era semplice consigliere comunale). Sarebbe stata una chiacchierata in amicizia con qualche riflessione sull’attualità: niente di più. Casuale pare essere stato, invece, il successivo incontro tra Marini ed il sindaco Mastrangeli. Chiacchiere di circostanza. Ma sullo sfondo resta la possibilità che venga ripresentata la Lista Marini che potrebbe essere protagonista anche nel 2027. Con quale candidato a sindaco? Le riunioni interne sono in corso proprio in queste ore e si capirà presto.