Cosa fanno in aula i parlamentari ciociari? Tra assenze e “voti ribelli”: ecco i numeri

Presenze, missioni, voti fuori dal coro e leggi firmate: cosa raccontano i dati disponibili sull’attività di deputati e senatori

I discorsi si fanno spesso con le parole. Ma la politica, quando si vuole capire sul serio, si misura con i numeri. E i numeri, a volte, raccontano storie molto diverse da quelle che circolano nei comunicati o nelle dichiarazioni di rito.

Abbiamo passato al setaccio i dati pubblici di OpenParlamento, la piattaforma della Fondazione Openpolis che monitora l’attività delle Camere, per capire come si muovono davvero i parlamentari della provincia di Frosinone, tutti inquilini di Montecitorio: Paolo Pulciani, Massimo Ruspandini, Aldo Mattia e Nicola Ottaviani (i primi tre di FdI e l’ultimo della Lega) sono espressione della maggioranza di governo, mentre Ilaria Fontana (M5S) siede tra i banchi dell’opposizione.

In questa analisi, andiamo solo a vedere i numeri messi a disposizione che restituiscono una fotografia della loro attività parlamentare.

Presenze in aula: Pulciani leader

Partiamo dal dato più immediato, quello che più spesso alimenta polemiche: la presenza in aula. Tocca fare una piccola premessa: non esiste un riscontro sulle presenze all’attività di parlamentare, seppur i regolamenti parlando di dovere a prendere parte ai lavori dell’Aula. L’unico dato da poter tenere in considerazione è quello delle presenze al momento dei voti. Numeri, questi, che potrebbero anche essere parzialmente fuorvianti poiché, come si sa, esistono sedute in cui si prende parte a diversi voti e altre decisamente più “avare” di pulsantiere.

Ma, stando a questo dato, il deputato di Fratelli d’Italia Paolo Pulciani è decisamente il più presente, facendo registrare una percentuale in aula al momento del voto che arriva all’89,3%. In termini analitici significa che ha preso parte a sedute con voto elettronico oltre le 14 mila e 500 volte a fronte di più di 16 mila voti registrati.

Stabili attorno all’83% delle presenze, quasi appaiati, gli altri due deputati del partito della Meloni, parliamo di Massimo Ruspandini e Aldo Mattia.

A seguire, c’è l’altro esponente della maggioranza, l’onorevole leghista Nicola Ottaviani che si assesta al 75,8% delle presenze. Ancora più dietro l’unica esponente dell’opposizione, la pentastellata Ilaria Fontana che vanta una percentuale di presenze al voto pari al 66,3%.

Da evidenziare, come il portale OpenParlamento, sulla questione specifica dà tre voci in percentuale: quella delle “presenze”, quella delle “assenze” e quella delle “missioni”, che sarebbero una sorta di “assenze giustificate” in quanto autorizzate dagli uffici di presidenza del ramo parlamentare per operare o in funzione di ruoli di governo o direttamente in ambito di posizioni parlamentari. Tutti e cinque i deputati del frusinate, però, hanno a “zero” la percentuale delle missioni, il che implica un raffronto diretto tra presenze e assenze.

Linea e divergenze: Ottaviani il più “ribelle”

Se l’attenzione delle presenze è sicuramente un dato che interessa gli elettori, ce n’è un altro che fa più gola agli osservatori politici e anche ai colleghi di partito. Stiamo parlando dei cosiddetti “voti ribelli”, quelli dove un esponente si esprime in modo diverso da come indicato dal proprio gruppo parlamentare.

A tal riguardo, è abbastanza evidente come il più ribelle, stando a questi dati, è il deputato della Lega Nicola Ottaviani che al momento, in questa legislatura, ha votato in modo diverso da come indicato dal carroccio ben 151 volte. Sembra un numero alto, ma va comunque raffrontato alla presenza in aula e dunque ad oltre 12.300 voti sulla pulsantiera di Montecitorio. Un dato, dunque, che seppur importante non sembra così esagerato.

Lo è, però, se lo raffrontiamo agli altri colleghi di zona. Sono 26 i voti diversi dal proprio gruppo per Fontana e Ruspandini, 23 per Mattia e appena 8 per il “fedelissimo” Pulciani.

Leggi firmate: numeri minimi e non per tutti

C’è poi il capitolo delle leggi firmate. Secondo molti si tratta del dato più delicato, poiché rappresenta i disegni di legge da primo firmatario, ovvero quelli che raccontano quanto un parlamentare si esponga in prima persona su un determinato tema.

In questa particolare graduatoria, spicca l’unica esponente dell’opposizione, Fontana, che, nel corso di questo mandato, ha presentato addirittura dieci disegni di legge da prima firmataria. Un’attività importante se si considera che, due sono diventati legge. Stiamo parlando dell’istituzione del Parco ambientale della laguna di Orbetello e l’istituzione di una Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti.

Se per Pulciani, Ottaviani e Ruspandini questa categoria sul portale neppure compare, in quanto non sono al momento primi firmatari di alcun disegno di legge, è più viva l’attività di Mattia che fa contare tre documenti in tal senso, tra cui uno, “disposizioni di interpretazione autentica in materia urbanistica ed edilizia”, con iter in corso e approvato da un ramo del Parlamento

Cosa dicono i numeri?

Bisogna precisare che i numeri, seppur tracciando una linea su quella che è l’attività parlamentare, non possono essere riassuntivi di un’esperienza che è molto più complessa del conteggiare presenze, assenze, voti fuori dal coro e leggi firmate. Chi conosce un minimo la politica e le aule in cui questa si manifesta maggiormente, sa bene che la presenza a Roma e al momento del voto può essere anche parte di una strategia legata al proprio territorio, come può essere l’esatto contrario.

Al pari di come i numeri non possono dirci cosa accade in commissione, nelle riunioni di gruppo o di partito o anche degli incontri a margine di una seduta scottante. Allo stesso tempo, però, è giusto anche tenere sotto controllo i rappresentanti delle istituzioni per poter capire quanto e in che modo, siano o meno coerenti con la propria attività politica, poiché è agli elettori, e dunque ai cittadini, che spetta il compito di rinnovare o meno loro la fiducia con il voto.

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Simone Nardone
Simone Nardone
Classe 1987 è giornalista pubblicista. Ha collaborato con vari giornali cartacei, testate on line, radio e TV locali. Vanta anche una costante formazione in ambito del digital marketing e più in generale della comunicazione. È laureato in Scienze Politiche presso l'ateneo di Roma Tre. Ha pubblicato alcuni libri tra cui anche saggi e romanzi.

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