Covid: “No a nuove restrizioni e paura, obiettivo è convivere con la pandemia”

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa: "Situazione gestibile. A un aumento dei contagi non corrisponde una pressione sugli ospedali"

“Dobbiamo diffondere alla popolazione un messaggio di fiducia nella scienza e fare opera di sensibilizzazione ma da parte del Governo non c’è l’intenzione di tornare indietro e di introdurre nuove misure restrittive“. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ospite della trasmissione ‘Morning News’ su Canale 5. “Passare dall’obbligo delle mascherine ad una raccomandazione significa fare un grande atto di fiducia nei confronti degli italiani. Dopo due anni di regole e restrizioni credo sia giusto avviarsi ad una convivenza con il virus confidando nel senso di responsabilità dei cittadini“.

“Dovrà arrivare un momento – aggiunge l’esponente del Governo – in cui dovremo riflettere ad esempio su come comportarci nei confronti dei positivi senza sintomi. Io sono contrario alla ricerca spasmodica del virus, del positivo. Credo che dobbiamo attenzionare i soggetti con sintomi e coloro che rischiano di più come gli anziani e i fragili. La normalità credo si raggiungerà quando un positivo senza sintomi potrà andare a lavorare con la mascherina. Altrimenti – osserva Costa – si rischia di tornare a bloccare il Paese senza rendersene conto. Bisogna far passare questo picco e osservare gli altri Paesi dove questa variante è arrivata prima come nel Portogallo dove i dati sono già in calo. Ai cittadini va detto che siamo nella posizione di gestire la situazione“, assicura il sottosegretario.

“OBIETTIVO È CONVIVERE CON LA PANDEMIA”

“Questa è una estate di fatto senza restrizioni. L’obiettivo è quello di convivere con la pandemia e non quello di arrivare a contagio zero attualmente irragiungibile – sottolinea Costa -. Quello che dobbiamo attenzionare con prudenza è il livello di occupazione degli ospedali e non il numero di contagi. Dobbiamo veicolare ai cittadini un messaggio di responsabilità e non incentivare la paura“.

“Il dato riferito dalle terapie intensive (ti) – ricorda Costa – dice che siamo ad una percentuale di circa il 4%, una percentuale dunque ampiamente sotto controllo. Credo che il dato positivo sia come il vaccino abbia protetto dalle conseguenze gravi della malattia. Questo emerge dalla lettura dei dati. Infatti ad un aumento grave dei contagi non corrisponde proporzionalmente una pressione sugli ospedali. Questo è il risultato di un ottimo risultato della campagna vaccinale alla quale hanno aderito gli italiani. I dati dell’Istituto superiore di sanità hanno dimostrato che chi non è vaccinato rischia la vita sette volte di più di un soggetto vaccinato“.

“QUARTA DOSE? SEGUIRE EMA E AIFA”

Sul tema della quarta dose, ritornato in auge con la salita dei contagi delle ultime settimane, il sottosegretario alla Salute spiega: “La politica credo si debba affidare a quelle che sono le indicazioni scientifiche. Non credo spetti alla politica stabilire a chi e quando somministrare la quarta dose. Attendiamo per oggi le indicazioni di Ema e subito dopo quelle di Aifa. Se oggi, nonostante ci sia un numero elevato di contagi, siamo giunti ad una situazione governabile è grazie alla scienza che ci ha offerto i vaccini. Ma è compito del Governo nel futuro farsi trovare pronto qualora ci sia la necessità di amministrare la quarta dose, un’altra campagna vaccinale a settembre e a ottobre”.

“Le Regioni in questi anni di pandemia hanno dimostrato la capacità organizzativa – aggiunge Costa – Il successo della campagna vaccinale è anche grazio a loro che hanno dato capillarmente una risposta sul territorio. Bisogna fare tesoro di questa esperienza. Sul territorio oggi disponiamo non solo degli hub vaccinali ma anche dei medici di medicina generale (Mmg), le farmacie che hanno svolto un ruolo fondamentale e hanno garantito la capillarità e la prossimità ai cittadini. Il Paese è pronto e lo sarà ancora”.

Chiamato a fare una previsione sui possibili sviluppi autunnali della pandemia, Costa osserva: “Questo virus ci ha spiegato che è giusto fare previsioni a medio termine. Ma chi prevede un ottobre apocalittico credo non faccia bene del Paese. Non vanno ingenerate paure e incertezze nei cittadini. Dobbiamo farci trovare pronti e poi oggi il 92% dei cittadini è vaccinato, disponiamo degli antivirali e dei monoclonali. Insomma, tanti strumenti che potrebbero servire in caso di recrudescenza del virus. È sbagliato condizionare troppo il presente per la paura del futuro – conclude il sottosegretario alla Salute -. Credo che ottobre sia un mese gestibile anche all’interno delle scuole”. Fonte Agenzia DIRE www.dire.it

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