Nei giorni addietro il dr. Simone Pica, responsabile del Distretto per la Caccia di Selezione al Cinghiale ATC FR1 (Ambiti Territoriali di Caccia), ha raggiunto la città di Arpino per un sopralluogo relativamente all’attacco da parte di alcuni cinghiali subito a fine marzo da una residente del centro storico di Arpino, la quale si trovava a passeggiare con il suo cagnolino sulla strada che da via Marco Agrippa sale verso il Cimitero Comunale (LEGGI QUI).
Per l’esattezza l’aggressione si è verificata nei pressi dell’ingresso nell’area nuova del luogo sacro. La donna, lo ricordiamo, si era ritrovata ben quattro cinghiali dinanzi, due più grandi e due leggermente più piccoli, uno di questi l’ha morsa ad una gamba, tra il polpaccio e la caviglia. Fortunatamente gli stivali hanno protetto la signora contenendo la stretta: la malcapitata se l’è cavata con un vasto ematoma e qualche escoriazione, trattati con adeguata terapia farmacologica, anche di prevenzione.
Dell’episodio era stata informata la Polizia Locale: l’ispettore capo Angelo Quaglieri ha immediatamente segnalato e sollecitato gli enti preposti, al fine di individuare risoluzioni adeguate a preservare l’incolumità della comunità. La presenza di cinghiali in prossimità del centro abitato di Arpino è già stata accertata nel quartiere Ponte.
Il sopralluogo
Nel sopralluogo dei giorni scorsi il dr. Simone Pica ha avuto modo di verificare le tracce degli ungulati anche a ridosso del quartiere Arco, poco sotto il Cimitero Comunale. Purtroppo il responsabile di ATC FR1 ha confermato che non sussistono le condizioni per intervenire con la “caccia di selezione”, lo impediscono la distanza dalle abitazioni e dalla strada, inferiore ai previsti 150 metri.
L’alternativa è l’attivazione del PRIO, Piano Regionale Interventi Urgenti, con formale richiesta da parte dell’ente Comunale rivolta alla Regione Lazio: ciò consentirebbe l’allocazione delle gabbie, per la cattura degli animali e successivo abbattimento altrove. Oppure, si potrebbe guardare all’esempio di Fiuggi dove, su iniziativa del sindaco Alioska Baccarini, con apposita ordinanza, è stato autorizzato l’allontanamento dei suidi grazie all’ausilio di cacciatori esperti e dei cani, in luoghi più appropriati all’uccisione degli ungulati.
La massiccia presenza dei cinghiali sul territorio ha raggiunto livelli critici, ormai da anni: il problema non è puramente naturalistico bensì un’emergenza che impatta sull’agricoltura, la sicurezza stradale, l’ordine pubblico, la salute pubblica. Coltivazioni distrutte, incidenti più o meno gravi, danni ed aggressioni in prossimità e nei centri abitati, la diffusione della Peste Suina Africana. Una criticità che non può continuare ad essere ignorata. E’ necessario che le iniziative intraprese per il contenimento siano condivise e praticate sull’intero comprensorio.