Due bambine strappate alla zia e portate in una casa famiglia, l’errore di tre assistenti sociali

Per il giudice hanno sbagliato ma l'abrogazione del reato d'abuso d'ufficio li "salva". L'avvocato annuncia richiesta di risarcimento danni

Tre assistenti sociali di un Comune in provincia di Frosinone sono stati “salvati” dalla legge che ha abrogato il reato di abuso d’ufficio: nel 2022 avevano allontanato immotivatamente due bambine dalla zia, che le aveva in affido, per trasferirle in una casa famiglia. Il Tribunale per i minorenni di Roma aveva stabilito che il provvedimento, oltre ad essere ingiusto, aveva cagionato un danno alla donna e alle due ragazzine che stavano con lei dal 2018 e che avevano creato con la zia un legame solido e sano.

Il Gip della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, accogliendo la denuncia presentata dall’avvocato Miraglia, legale della donna, aveva disposto l’imputazione coatta per tre assistenti sociali per abuso d’ufficio in concorso.

«La legge Nordio nell’agosto 2024 ha abrogato il reato di abuso d’ufficio– dichiara l’avvocato Miraglia – però, anche se da un punto di vista penale non pagheranno, ho già ricevuto mandato di procedere con un’azione civile nei confronti dei tre assistenti sociali e di presentare richiesta di risarcimento danni. È comunque una vittoria morale, per la mia assistita e le sue nipoti, ma anche per le altre famiglie che hanno avuto a che fare con questi signori e che magari non hanno avuto la possibilità e l’opportunità di opporsi alle decisioni assunte da questi assistenti sociali».

Portate in una casa famiglia per “eccesso di possesso”

Nel 2021 le nipoti della donna erano state prese dai Servizi sociali, i quali senza preavviso né autorizzazione con uno stratagemma le avevano portate in una Casa famiglia, strappandole alla zia che le aveva in affidamento. E non perché le maltrattasse, bensì per “eccesso di possesso”. Si trattava invece di affetto e di cure amorevoli da parte di una zia premurosa. – Proseguono dallo studio legale nel dettagliare la vicenda.

Il Tribunale per i minorenni di Roma aveva ritenuto che il forzato allontanamento ha ulteriormente traumatizzato le ragazzine, già provate da una difficile storia familiare. E che la collocazione in casa famiglia non era né necessaria né opportuna, apparendo anzi dannosa visto il rapporto cretosi nel tempo tra zia e nipoti. E le ha riaffidate alla zia.

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