Escursionisti vittime di colpi di calore in montagna: i soccorsi

Numerosi interventi di soccorso sulle alture del Lazio, spesso dovuti a sfinimento da parte di escursionisti colpiti da ipertermia

In queste ore il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS è stato impegnato in numerosi interventi di soccorso sulle alture del Lazio, spesso dovuti a sfinimento da parte di escursionisti colpiti da ipertermia.

In queste giornate di caldo torrido si raccomanda di astenersi dall’affrontare salite eccessivamente impegnative, specialmente sui versanti completamente esposti al sole e privi di fonti di approvvigionamento di acqua. I pericoli dovuti al caldo, quali i colpi di calore e gli sfinimenti sono dietro l’angolo e possono risultare fatali in ambiente impervio, dove il fisico è sollecitato oltremodo e dove è richiesta la massima attenzione. Prima di partire per un’escursione, che sia in montagna o al mare per raggiungere una spiaggia isolata, è bene informarsi sempre sulla presenza di fonti d’acqua e sul loro stato. Si deve cercare di partire alle prime ore del mattino, evitando di camminare nelle ore più calde, portando sempre con sé nel proprio zaino almeno 2,5 litri d’acqua a testa, frutta fresca, accessori adeguati per coprirsi dal sole (cappello, telino, ecc.), occhiali e creme protettive.

“In tanti si rifugiano in montagna per sfuggire al calore che attanaglia le città in queste ore ma, anche in quota, bisogna considerare le elevate temperature e i rischi che ne conseguono. Lo zero termico è oltre i 4800 metri, questo significa che anche una semplice escursione può rivelarsi inaspettatamente difficoltosa. Da parte del Soccorso Alpino un appello a seguire le suddette regole, ad affidarsi al buon senso e all’evitare attività all’aperto durante le ore più calde del giorno prediligendo le ore mattutine a quelle serali” aggiunge Roberto Carminucci, presidente del Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio.

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