Far West in autostrada tra ultras con petardi, fumogeni e tafferugli: scattano sette Daspo

La Questura di Frosinone firma 7 Daspo per i tifosi del Cesena dopo gli scontri in A1: 24 anni di divieti totali e obblighi di firma

Il calcio e il tifo non c’entrano nulla con il pomeriggio di follia vissuto lo scorso dicembre lungo l’autostrada A1. Per questo la Questura di Frosinone ha deciso di usare il pugno di ferro, emettendo sette provvedimenti di DASPO nei confronti di altrettanti supporter del Cesena FC. Il bilancio è pesantissimo: una “messa al bando” dagli stadi per un totale di 24 anni.

Tutto è iniziato il 22 dicembre 2024, quando il tratto autostradale tra Napoli e Milano, nel territorio di Castrocielo, è diventato teatro di uno scontro frontale. Presso l’area di servizio “Casilina Est”, i pullman dei tifosi del Cesena e quelli dell’Arezzo si sono incrociati durante il viaggio di ritorno dalle rispettive trasferte.
In pochi istanti è scoppiato il caos: un contatto violento fatto di lanci di fumogeni, petardi e l’uso di oggetti contundenti, il tutto tra le auto in sosta e i viaggiatori terrorizzati. Una situazione di estremo pericolo che ha richiesto un intervento deciso per garantire la sicurezza pubblica.

A incastrare i responsabili è stata l’indagine lampo della DIGOS di Frosinone. Gli agenti hanno analizzato ogni frame disponibile, incrociando le immagini delle telecamere di sicurezza dell’autogrill con quelle installate a bordo degli stessi bus dei tifosi. Fondamentali sono state anche le riprese effettuate presso lo stadio “Romeo Menti” di Castellammare di Stabia, che hanno permesso di dare un nome certo ai volti immortalati durante i tafferugli in autostrada.

La punizione non si limita solo al divieto di accesso alle manifestazioni sportive. Per due degli ultras coinvolti, il Questore ha disposto anche l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria per un totale di 10 anni. Si tratta di soggetti già noti alle forze dell’ordine e già destinatari in passato di provvedimenti simili: per loro, la recidiva ha fatto scattare una sorveglianza ancora più stretta, già convalidata dal Giudice.
Il provvedimento della Questura di Frosinone punta a lanciare un messaggio chiaro: chi scambia le aree di servizio per zone di guerra non troverà più posto sugli spalti.

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