Fratelli d’Italia, la polemica Ruspandini-Ranucci sul confine tra fake news e scontro politica-informazione

Il conduttore di Report, con un post social, replica al deputato ceccanese sulla trasmissione mai andata in onda e comunque...commentata

Diciamo che la dichiarazione rilasciata dall’onorevole Massimo Ruspandini ad un’agenzia di stampa nella giornata di San Benedetto non va proprio nel senso della linea editoriale della testata: “i fatti separati dalle opinioni” e, nel caso, manca proprio il fatto mentre c’è l’opinione; “Le notizie: immediate e non mediate”, ma qui siamo nel campo delle fake news; “Le fonti: autorevoli affidabili ed internazionali” e qui il nostro intervistato s’è rivelato quanto meno fonte non verificata. Il fatto è che sabato scorso Ruspandini se ne sarebbe uscito – a margine del referendum giustizia – con una dichiarazione che voleva aiutare la causa del “sì” denunciando il comportamento di Sigfrido Ranucci – conduttore di Report, oggetto di note pressioni politiche e attacchi da esponenti del governo e della destra -, accusato di aver messo su “un comizio fazioso che non considera la par condicio”. Ed avvertendo il giornalista: “Non è sopra la legge”.

La campagna per il “sì” e la trasmissione mai andata in onda

“Massimo Ruspandini, vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, interviene criticamente su un servizio giornalistico trasmesso durante la trasmissione Report”, si legge ancora oggi nel sottotitolo all’intervista che è datata tre giorni fa. Ma di quale pezzo giornalistico si tratta, visto che la stagione di programmazione partita il 26 ottobre s’è fermata all’inizio del mese scorso? A Sigfrido Ranucci è quindi bastato, in realtà, poco per difendersi sul suo profilo social alle ore 18,09 sempre del 21 marzo: “Ma i Fratelli di Italia lo sanno che Report non va in onda dal 9 febbraio? Io sono in ferie a presentare semplicemente il mio libro Il Ritorno della Casta, edito da Bompiani. Sicuramente l’on. Ruspandini avrà confuso con qualche altra trasmissione. Report e il sottoscritto non si sono mai considerati sopra la legge. La rispettano la legge”.

Ora ci sarebbe anche un ‘giallo temporale’ perché ambienti vicini a Ruspandini sostengono che le dichiarazioni in questione risalgano effettivamente al periodo di messa in onda di Report e che, quindi, la reazione di Ranucci sarebbe legata ad una ripresa tardiva della stessa notizia da parte di altra agenzia d’informazione. Fermo restando che al momento non risultano smentite o precisazioni.

L’intervista diventata irreperibile on line e l’impegno di eletti e dirigenti

Conclusione? L’articolo con le dichiarazioni di Ruspandini datate sabato 21 marzo sul sito giornalistico è diventato irreperibile. Si trova il titolo nella ricerca di Google ma poi, quando si tenta di aprire la schermata col testo, appare il famoso errore 404 “Not Found”, vale a dire il codice di stato http che indica come il server non trovi la pagina richiesta. Non resta che pensare che o l’agenzia giornalistica ha rimesso in circolo effettivamente una vecchia dichiarazione o, se errore c’è stato – come effettivamente pare anche possibile -, deve essere frutto di una sorta di “corto circuito” cerebrale. Gli esperti parlano di fenomeno per cui il cervello produce – in determinate condizioni – un concetto al posto di un altro. Peraltro, fino all’apertura delle urne, tutti i dirigenti e gli eletti di Fratelli d’Italia sono stati sottoposti ad un impegno intenso vista la portata politica della battaglia referendaria.

Perché la Giorgia che tutti – da quelle parti – chiamano affettuosamente per nome, come attestato di eterna riconoscenza per il miracolo elettorale compiuto nel trasformare il partito dello zerovirgola nella prima forza politica del Paese, se nel pubblico è nota per un modo di fare infarcito da ammiccamenti e sguardi intensi, nel privato esige risultati e impegni ferrei.

Il deputato ceccanese si era esposto anche sul caso Ghiglia

Ne sa qualcosa il deputato Aldo Mattia che, dopo l’uscita sui metodi clientelari da usare senza esitazione pur di ottenere voti per il “sì” (vittima dell’ansia da prestazione, evidentemente) è stato cancellato da eventi e pure dai manifesti di partito. Ruspandini probabilmente va compreso proprio per questo clima interno teso al risultato; forse – se dichiarazioni sabato ha rilasciato – non deve aver retto al sovraccarico mentale, allo stress o perfino può aver trascurato di approfondire, pressato dai ritmi richiesti. Oltretutto nella battaglia anti-Report (e anti Pd) si era già esposto personalmente. Infatti, aveva parlato con i giornalisti, 5 mesi or sono, quando commentava le polemiche che arrivavano dal Pd per la visita nella sede di Fratelli d’Italia – poche ore prima di votare a favore della maxi multa a Report – da parte di Agostino Ghiglia, componente del Garante della Privacy.

“Garante Privacy, non mi pare sia accaduto nulla di scandaloso”

Ghiglia era stato filmato dalle telecamere di Report mentre entrava a via della Scrofa. Il giorno dopo votava a favore della multa da 150mila euro contro la trasmissione di Rai 3 per aver diffuso il “famoso” audio Boccia-Sangiuliano. “Quelli che oggi pensano di realizzare chissà quali scoop, sono gli stessi che hanno elevato le parentopoli a sistema avendo governato l’Italia per 50 anni”, aveva tuonato Ruspandini: “Non so se ci sarà un’indagine, ma da quello che ho visto sono davvero polemiche che lasciano il tempo che trovano. Dalle dinamiche dei fatti, almeno per quello che ho potuto vedere e capire, non mi sembra sia accaduto nulla di scandaloso”, concludeva. Insomma il nostro compaesano ceccanese aveva tentato di parare il colpo che aveva subito il suo partito. Ed anche sull’inesistente “comizio” di Ranucci probabilmente cercava di fare la stessa cosa.

Con la libertà di stampa ridotta nella situazione che tutti conosciamo, dare addosso ad una delle poche testate capaci di fare inchieste giornalistiche indipendenti, deve essere sembrato giocare facile (vecchie o nuove che siano quelle parole). Ma resta il ricorso alla saggezza che ciascuno coltiva dentro di sé, almeno nel fissare un limite, che riguarda Ruspandini (in attesa di smentite a Ranucci) come – in forma più seria – interessa Mattia: è autolesionistico battersi per una causa più del ragionevole e, soprattutto, quando ci si avventura tra fatti non verificati, insolenze gratuite e comportamenti fuori dal campo del dicibile. Perché certe dichiarazioni, si sa, non vengono dimenticate facilmente.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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