Frosinone – Detenuto tenta il suicidio in cella, muore in ospedale dopo giorni di agonia

Aveva appena 30 anni e un cumulo di pene per reati minori da scontare. Nei giorni scorsi il gesto estremo, poi il decesso

Tragedia nel carcere di Frosinone dove un detenuto di 30 anni, ricoverato nei giorni scorsi in ospedale dopo un tentato suicidio, è deceduto. L’uomo, secondo quanto si apprende, era in cella per un cumulo di pene ed era stato trasferito da Rebibbia da qualche mese. Era italiano di origine bielorussa, cresciuto in Calabria con la famiglia adottiva, ed aveva problemi di tossicodipendenza. Venerdì – secondo quanto trapelato – si era celebrata un’udienza a suo carico per una condanna. Probabilmente non ha retto alla sentenza pronunciata ed ha tentato il gesto estremo in cella. Domenica il decesso in ospedale.

A dare immediatamente l’allarme erano stati gli agenti della polizia penitenziaria, che avevano richiesto l’intervento urgente del 118. I soccorsi erano arrivati tempestivamente e il trentenne era stato trasportato in gravi condizioni in ospedale. Nonostante i tentativi dei medici, però, il suo cuore ha smesso di battere.

La vicenda ha riacceso i riflettori sulle condizioni del carcere di Frosinone, da tempo al centro di denunce per sovraffollamento e criticità legate alla gestione dei casi più fragili. In tutta Italia, il numero dei suicidi in cella continua a preoccupare, e anche il penitenziario frusinate, già teatro in passato di episodi simili, torna ora sotto osservazione. Non è escluso che sull’accaduto venga aperta un’indagine per chiarire ogni dettaglio della vicenda.

Cucchi: “Ennesimo suicidio di Stato”

“La morte di un tossicodipendente, condannato per reati minori, che già aveva tentato di togliersi la vita, nel carcere di Frosinone è l’ennesimo suicidio di Stato. L’ennesimo caso di chi è stato lasciato solo in un sistema di detenzione che continua a trasformare la sofferenza in condanna a morte. Quanto accaduto non è un fatto isolato, sono già 41 i suicidi nelle carceri italiane dall’inizio dell’anno. Eppure il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è troppo preso a difendersi dalla vicenda Almasri per occuparsi del dramma carceri. Non sta facendo nulla, è fermo. Immobile. Preoccupato solo di portare a casa la pessima riforma sulla separazione delle carriere che penalizza l’indipendenza della magistratura, mentre si continua a morire nelle carceri italiane. E’ ora di dire ‘basta’ al carcere come unico orizzonte per chi è povero, malato o emarginato. E’ ora di dire basta ad un Governo Meloni che continua ad adottare una politica securitaria e repressiva e a non assumersi mai le proprie responsabilità”. – Lo afferma la senatrice dell’Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Cucchi in una nota diffusa dall’ufficio stampa del gruppo Misto Alleanza Verdi e Sinistra del Senato.

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