Frosinone – Il futuro del sistema aeroportuale del Lazio torna al centro del dibattito e, ancora una volta, il territorio di Frosinone guarda con attenzione a una prospettiva che potrebbe ridisegnare gli equilibri infrastrutturali della regione: quella della realizzazione di un terzo aeroporto destinato ad affiancare gli scali di Roma Fiumicino e Roma Ciampino.
A riaccendere l’attenzione è il nuovo Piano Nazionale Aeroporti, elaborato dall’Enac in collaborazione con la Direzione Generale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e recentemente pubblicato sul sito del Mit. Il documento non individua una località precisa per l’eventuale nuovo scalo, ma conferma la necessità di ragionare su un sistema aeroportuale laziale più articolato e capace di rispondere alla crescita della domanda.
L’ipotesi delineata prevede il consolidamento di Fiumicino come grande hub internazionale, con ulteriori margini di sviluppo della capacità, mentre Ciampino potrebbe essere destinato progressivamente a funzioni compatibili con i vincoli ambientali e con una diversa organizzazione del traffico. In questo scenario, un terzo aeroporto avrebbe il compito di sostenere la rete nazionale, con particolare attenzione ai collegamenti a basso costo, contribuendo a distribuire i flussi e a rendere più resiliente l’intero sistema.
È proprio il tema dei collegamenti a rappresentare l’elemento centrale della partita. Il Piano attribuisce infatti un ruolo strategico all’intermodalità, cioè alla possibilità di integrare in modo efficace il trasporto aereo con quello ferroviario. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dall’auto privata per raggiungere gli aeroporti e favorire il trasferimento dei passeggeri verso il treno, considerato il vettore più sostenibile per gli spostamenti di massa.
In questa prospettiva, il territorio di Frosinone potrebbe avere una carta particolarmente importante da giocare. La prevista realizzazione di una stazione sulla linea dell’Alta Velocità rappresenterebbe infatti un’infrastruttura in grado di collegare rapidamente il territorio con i principali centri del Paese e, soprattutto, di creare le condizioni per un’integrazione diretta tra ferro e trasporto aereo.
Il possibile aeroporto e la stazione Tav non sarebbero quindi infrastrutture isolate, ma potrebbero diventare parte di un unico sistema di mobilità. Un modello nel quale il passeggero possa raggiungere lo scalo attraverso collegamenti ferroviari veloci, con tempi di accesso ridotti e connessioni dirette verso Roma, Napoli e gli altri principali nodi della rete nazionale.
Il nuovo Piano non assegna, al momento, una candidatura ufficiale a Frosinone e non indica il territorio ciociaro come sede del futuro scalo. Tuttavia, la centralità attribuita all’intermodalità e alla connessione tra aeroporti e rete ferroviaria riporta inevitabilmente l’attenzione sulle potenzialità di un territorio attraversato dalla direttrice ferroviaria e interessato dal progetto della nuova stazione dell’Alta Velocità.
Il tema, dunque, resta aperto. Ma la discussione sul futuro del sistema aeroportuale laziale sembra destinata a intrecciarsi sempre più con quella sulle grandi infrastrutture ferroviarie. E in questo scenario Frosinone potrebbe trovarsi, ancora una volta, al centro di una partita strategica per la mobilità del Lazio e dell’Italia.
Le reazioni
La pubblicazione sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del nuovo Piano Nazionale Aeroporti (PNA) 2026-2035 rappresenta un punto di svolta storico, una decisione che mette finalmente in primo piano e rilancia con forza la candidatura di Frosinone come hub di supporto regionale per i voli low cost. A intervenire con fermezza e soddisfazione è Gianluca Quadrini, Consigliere Provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, che accoglie la notizia con vivo entusiasmo, intravedendo un’opportunità irripetibile di riscatto economico, industriale e occupazionale per tutta la Ciociaria e il Basso Lazio.
“L’inserimento della necessità di un terzo scalo commerciale nel Lazio all’interno dei documenti ufficiali del MIT e dell’ENAC certifica in modo inequivocabile ciò che sosteniamo da anni: il sistema aeroportuale romano, polarizzato su Fiumicino e congestionato a Ciampino, ha bisogno di una terza valvola di sfogo. Frosinone, per collocazione geografica e dotazione infrastrutturale, è la candidata naturale ed è pronta a rispondere immediatamente a questa chiamata”, dichiara Quadrini.
Un passaggio fondamentale del commento del dirigente di ANCI Lazio è dedicato alla proficua e duratura sinergia con il tessuto associativo: “Voglio rivolgere un plauso sincero, profondo e colmo di ammirazione all’APARF (Associazione Per l’Aeroporto di Roma Frosinone e lo Sviluppo del Basso Lazio) e in particolare al suo Presidente, Tiziano Schiappa. Personalmente, ho sempre creduto in questa visione strategica e ho convintamente sostenuto l’azione dell’APARF in ogni sede istituzionale, fin dall’inizio. È stata una battaglia condivisa giorno dopo giorno, spinta dalla certezza che il nostro territorio avesse tutte le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nei collegamenti nazionali ed europei”.
“Se oggi discutiamo di questa concreta prospettiva industriale e strategica – prosegue il consigliere provinciale – il merito va alla straordinaria tenacia dell’associazione, alla loro lungimiranza e alla capacità di produrre dossier tecnici inappuntabili. L’APARF ci ha sempre creduto, anche quando molti consideravano questa battaglia una mera utopia e guardavano al progetto con scetticismo. Hanno dimostrato, dati alla mano, che la provincia ciociara dispone già di un ecosistema di trasporti completo e integrato – tra autostrada, superstrada, ferrovie regionali e snodi dell’Alta Velocità – capace di accogliere lo scalo a investimenti pubblici aggiuntivi pari a zero per le opere di connessione”.
Ora, però, la palla passa alle istituzioni. Quadrini lancia un monito chiaro e un appello accorato alla responsabilità collettiva: “La griglia di partenza è tracciata, ma questo non è il punto di arrivo, bensì il punto di inizio di una sfida epocale. La politica ora deve fare la propria parte, senza tentennamenti, senza divisioni di bandiera e senza le solite lungaggini burocratiche. Non possiamo permetterci il lusso di disperdere il grande lavoro svolto dall’associazionismo e dal territorio. Dobbiamo fare squadra immediatamente”.
“In qualità di Consigliere Provinciale e dirigente di ANCI Lazio – conclude Quadrini – mi farò promotore fin dalle prossime ore della richiesta di un tavolo istituzionale permanente che veda coinvolti i sindaci del territorio, la Provincia, la Regione Lazio e i parlamentari locali. Dobbiamo presentare un fronte compatto e blindare la scelta di Frosinone. Destinare il terzo scalo altrove non sarebbe solo un torto alla Ciociaria, ma un danno erariale per le casse dello Stato, che si troverebbe a finanziare da zero infrastrutture di collegamento che noi abbiamo già pronte e collaudate. Cambiamo il futuro dei nostri giovani e del nostro tessuto produttivo: Frosinone c’è ed è pronta a volare”.