L’aeroporto militare “Girolamo Moscardini” di Frosinone entra ufficialmente nella nuova fase della sua storia. Dopo mesi di confronti istituzionali e di preoccupazioni legate al trasferimento del 72° Stormo a Viterbo, nello scalo frusinate sono già iniziate le attività legate al futuro polo nazionale dedicato ai droni militari. Un primo corso di qualificazione per operatori di Aeromobili a Pilotaggio Remoto ha infatti segnato l’avvio concreto del progetto che, entro l’estate, porterà all’insediamento stabile della nuova Scuola Interforze per la formazione dei piloti di APR.
Ad annunciarlo sono il deputato di Fratelli d’Italia Aldo Mattia e l’ex europarlamentare Maria Veronica Rossi, che parlano di “nuova vita” per l’aeroporto frusinate e di un’opportunità strategica per l’intero territorio provinciale.
“È già iniziata la nuova vita dell’aeroporto militare di Frosinone – spiegano Aldo Mattia e Maria Veronica Rossi – perché il ‘Girolamo Moscardini’ ha ospitato un corso di qualificazione per operatori di APR, Aeromobili a Pilotaggio Remoto Basic/Advanced della classe mini/Micro”.
L’attività formativa, durata circa un mese, è stata organizzata dal Centro di Eccellenza Aeromobili a Pilotaggio Remoto di Amendola, in provincia di Foggia, considerato il polo interforze di riferimento per la formazione, la sperimentazione e lo sviluppo delle procedure operative legate ai droni militari.
Per i due esponenti di Fratelli d’Italia si tratta del “primo vagito” della trasformazione dello scalo ciociaro in una struttura strategica nazionale. “Nel corso dell’estate – aggiungono – è previsto il pieno insediamento dell’APR nazionale nella struttura frusinate che dovrebbe arrivare ad ospitare circa 2mila militari, una presenza superiore agli standard del 72° Stormo, con la necessità di individuare alloggi anche all’esterno della struttura militare e importanti ricadute economiche per il territorio”.
Mattia e Rossi ripercorrono poi le tappe che hanno portato alla riconversione dell’aeroporto. “Una volta compresa l’impossibilità di evitare il trasferimento del 72° Stormo a Viterbo, grazie anche allo stimolo dell’associazione Impegno del presidente Maurizio Plocco, siamo riusciti ad evitare che Frosinone perdesse completamente la struttura militare nata nel 1939 e, dal 1955, sede di addestramento per piloti di elicotteri”.
Secondo i due parlamentari, il nuovo progetto consentirà alla città di mantenere il proprio ruolo nel panorama della formazione militare italiana: “Siamo riusciti a cogliere l’opportunità di far diventare il ‘Moscardini’ una struttura strategica, punto di riferimento per tutte le Forze Armate, consentendo a Frosinone di preservare la propria identità aeronautica e restare centrale nella formazione militare italiana in maniera moderna, innovativa e altamente qualificante”.
Infine il riferimento all’incontro avuto nei giorni scorsi con il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, Antonio Conserva. “Abbiamo voluto incontrare nuovamente il generale Conserva nel palazzo dell’Aeronautica per un ulteriore confronto e per ringraziarlo. Il Capo di Stato Maggiore ha confermato lo stato di avanzamento del progetto, ormai vicino alla concretizzazione definitiva, dimostrando ancora una volta grande sensibilità verso il territorio ciociaro”.